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BOLZANO. Il “buco” è lì da anni. A far bruttissima mostra di sè in via Alto Adige, circondato dai due palazzoni di vetro. E sono dieci anni che quel luogo è così.
Adesso la notizia è che sarà riempito. Perché il Comune dotato del motore commissariale ha deciso di rifare il bando per la vendita dell'area intervenendo sull'elemento che aveva bloccato tutto fin dall'inizio: il prezzo.
Troppo alto per il mercato. "Fuori parametro" aveva subito confermato la Camera di Commercio. Che si era installata con i suoi nuovi uffici a fianco, sull'angolo di Piazza Verdi, e mostrava inevitabili appetiti per quel cortile degradato alle spalle del Teatro. La quale Camera di Commercio sta ancora aspettando, da allora, che il Comune alzi le braccia in segno di resa per poter così avviare una trattativa privata approfittando delle tasche municipali vuote. Ora, invece, il Comune commissariato è entrato nell'ordine di idee di seguire, come gli accade da quando si è installato Michele Penta, la via maestra. Quella dentro i binari della buona (e logica) amministrazione. E dunque sì al bando e sì ad un prezzo ragionevole: sarà ben sotto i 20 milioni. Lontano da quei 23 che aveva reso problematico il possibile rapporto con i probabili acquirenti.
In sostanza, viene confermata la linea commissariale: fare le cose che si possono fare oltre a quelle che si devono.
Liberando il campo da pratiche bloccate senza una ragione plausibile e nella prospettiva di un beneficio per il pubblico interesse. Sociale o economico che sia. Perchè il Municipio ci ha sempre contato sui quei terreni. Erano, e sono, i suoi Bot in cassaforte. Solo che non erano esigibili. A quel prezzo nessuno si diceva disposto a liquidarli. Fa parte, quella porzione molto visibile di via Alto Adige, della convenzione di scambio-immobili tra Provincia e Comune. La quale comprende la vendita della von Aufschnaiter e quella possibile del Museo. Lì, in via Alto Adige, la Provincia ci avrebbe voluto mettere la sede dell'Ipes. Insomma, farci gli affari suoi, dopo aver comprato il lotto dallo stesso municipio. Il quale l'ha voluta indietro, comprandosela dall'Ipes stessa, nella prospettiva di ricavarne molto di più dei 12 milioni con i quali se l'era assicurata. Ma i 23 richiesti dal primo bando emesso poco dopo erano stati giudicati eccessivi, fuori mercato: e infatti il bando era andato deserto. Nessuno si era presentato. Questi ultimi anni sono poi passati nell'attesa che qualcuno lo facesse e in mezzo al fuoco di fila di alleati e opposizioni di giunta accapigliatesi sul prezzo e sulle prospettive nel bene immobile. Ma pure immobilizzato. Adesso la svolta. Il prezzo sarà collocato in un range tra i 18 e i 20 milioni. E già, nel mondo finanziario e immobiliare, gli attori stanno prendendo posizione. C'era già stata la proposta, venuta dal gruppo di imprenditori proprietari del Virgolo, di permutare l'area privata in collina con questa di via Alto Adige. Ma la fine della giunta Spagnolli ha bloccato ogni (privata) trattativa.
Adesso sarà invece percorsa la strada maestra del nuovo bando. Pubblico. Aperto a tutti. Probabile che chi possiede già interessi in zona (come la Signa di Benko) possa accettare il prezzo offerto dal Comune. Ma potrebbero inserirsi anche altri soggetti. Perchè tra i 18 e i 20 milioni sarebbe abbastanza conveniente poi, costruire un nuovo palazzo per farne un centro direzionale in mezzo alla città e vicino ai parcheggi. Perchè lì, come era previsto fin dall'inizio, non si possono costruire appartamenti ma solo uffici essendo area destinate ad opere di tipo pubblico, come gli edifici a fianco. Si deciderà a breve sui tempi della procedura.


