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BOLZANO. Vietato esporre bandiere alle finestre, nemmeno se si tratta del Tricolore. “Dura lex, sed lex” dicevano i latini e, certo, è giusto che le regole vengano rispettate, anche quando sembrano particolarmente rigide. Ma erano sempre gli stessi latini ad auspicare che ogni cosa venisse fatta “cum grano salis”, utilizzando sempre un pizzico di buon senso, insomma. Quanto accaduto in via Passeggiata dei Castani, nella bella palazzina al civico 33, lascerebbe pensare che quel “dura lex” sia stato applicato senza “grano salis”. Il regolamento dell’edificio, che è di proprietà comunale e da cui si gode una splendida vista su Bolzano, stabilisce che è vietato «esporre alle finestre, o in modo visibile oltre l’altezza del parapetto dei balconi, biancheria, indumenti o altri oggetti» e anche «collocare piante o vasi di fiori sui davanzali delle finestre, sui balconi e sulle ringhiere dei balconi a meno che, osservate le disposizioni dei regolamenti comunali, siano ancorati e muniti di opportuni ripari ad impedire lo stillicidio e qualsiasi danno o pericolo agli altri concessionari, e che non sporchino le finestre e terrazze dei piani sottostanti o danneggino intonaci e coloriture della facciata».
Tutto chiaro, tutto giusto: regole basilari di civile convivenza che garantiscono anche il rispetto del bene pubblico. Il problema nasce dalla circolare destinata ai concessionari degli alloggi che, consegnata a mano qualche giorno fa, richiama al rispetto del regolamento, rivelando che «da sopralluoghi effettuati è stato rivelato quanto segue: il collocamento di piante e di vasi di fiori sul davanzale delle finestre e sul parapetto dei balconi; l’esposizione alle finestre di bandiere e l’esposizione di luminarie oltre all’altezza dei balconi». Tutte contestazioni legittime, ma lascia perplesso quel “bandiere” riguardo alle quali, peraltro, nel regolamento non si fa alcun cenno di divieto. A meno che non vengano inserite alla voce “biancheria, indumenti o altri oggetti”. Quindi, un paio di bandiere verdi, bianche e rosse, di modeste dimensioni, esposte timidamente su altrettanti balconi, rappresentano una bruttura da far togliere o addirittura un pericolo? L’ordine di rimozione, perché di questo si tratta, potrebbe essere comprensibile se si trattasse di qualche bandierone gigante di questa o quella squadra calcistica o di striscioni di protesta con proclami o insulti.
Nella palazzina nessuno vuol parlare e, quindi, è impossibile sapere se i Tricolori siano stati esposti in concomitanza con i risultati ottenuti da qualche atleta ai giochi olimpici in corso a Parigi oppure si tratti di un semplice e garbato segno di appartenenza, che ovviamente nulla ha di estremista o di provocatorio
nei confronti di chicchessia. Ipotesi, la seconda, assai più plausibile dato che molti sono i tricolori esposti per le vie di Bolzano e che, sempre lì, proprio sulle palazzine di via Passeggiata dei Castani, le bandiere italiane ci sono da anni (basta dare un’occhiata a Google maps per averne una prova) senza che abbiano arrecato fastidio ad alcuno. La domanda, quindi, è una sola: davvero gli inquilini colpevoli di aver esposto il vessillo nazionale rischiano, nella peggiore delle ipotesi, qualora non provvedessero a toglierlo, la «revoca dell’assegnazione dell’alloggio e la risoluzione di diritto della concessione contratto con addebito delle eventuali spese»? Ecco, sembra proprio che il “grano salis” si sia un po’ perso, forse rotolato giù
per la ripida via Passeggiata dei Castani che da Aslago si inerpica lungo la montagna fi-
no alle eleganti palazzine comunali, recentemente ristrutturate.


