BOLZANO. Dall'allarme fino al suo racconto il giorno dopo. La filiera cortissima dell'emergenza si è ritrovata ieri mattina nella redazione dell'Alto Adige per la visita ufficiale al giornale dei vertici del corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano. Comandanti, ingegneri e funzionari, una dozzina in tutto, hanno visitato gli spazi di via Volta passando dall'antica rotativa alle moderne tecnologie di realizzazione del quotidiano guidati nella storia dal direttore Alberto Faustini. Pagine dove spesso albergano interventi e storie di pompieri che salvano vite e spengono emergenze.

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Mentre loro scoprivano gli angoli della redazione, dunque, noi abbiamo curiosato dentro l'organizzazione dei vigili del fuoco. Per una volta senza lampeggianti intorno e senza il tempo che ticchetta impaziente. «Noi siamo la squadra che coordina il lavoro dei vigili del fuoco in centrale e sul campo» si presenta con un sorriso il responsabile dei rapporti con la stampa Hansjoerg Elsler. «I funzionari, infatti, sono quelli che decidono la strategia dell'intervento. Valutano e predispongono l'attività dei capisquadra sul campo. Una sorta di generale di battaglia». Sono Martin Gasser, Roland Meraner, Harald Schwarz, Christian Auer, Giuseppe Felis, Marco Baldasso. Con loro il comandante Ernst Preyer, il vice Florian Alber e gli ingegneri Andrea Lazzarotto e Francesca Monti: rispetto ai funzionari hanno un compito di responsabilità e coordinamento di interi ambiti. Francesca Monti è un tocco rosa nella stazione e ha il difficile compito di verificare il post intervento. «Ragiono se tutto è andato come volevamo o se qualcosa non ha funzionato». Tra i pompieri di Bolzano le donne sono due: una scelta professionale particolare. “Ci troviamo molto bene – racconta Monti – ma facciamo i conti con un lavoro che è difficilmente conciliabile con la vita familiare. E' fondamentale avere un uomo che sia in grado di aiutarti».

Sono diversi, quindi, i passaggi che attraversa una chiamata d'emergenza senza che l'utente se ne accorga. «Il primo a fare una valutazione è chi riceve la telefonata – riprende Elsler – che assegna un grado all'allarme. Sul luogo, poi, le scelte spettano ai funzionari che coordinano i capisquadra mentre all'esterno operano ingegneri e il comando». Tutto rapidamente e con precisione: un orologio che, a volte, deve correre più veloce del tempo.

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