La Bonvicini a dieci anni dall'apertura del Servizio di Radioterapia - e con un investimento di 2 milioni e mezzo di euro - rilancia e inaugura un bunker scavato nella roccia ed un nuovo macchinario per la lotta ai tumori. Una cerimonia (con benedizione) che si è tenuta davanti all'assessore Martha Stocker ed ai vertici della sanità (Oswald Mayr, Ulrich Seitz, Siegfried Gatscher, Umberto Tait, Walther Pitscheider) ed a parecchi medici (tra gli altri il primario di Chirurgia del San Maurizio Federico Martin) ed il presidente della Lilt, Paolo Coser. Paolo

Bonvicini - direttore e proprietario della clinica - ne ha approfittato per tracciare un bilancio: «In questi 10 anni abbiamo trattato più di 6.000 pazienti, in collaborazione con Innsbruck, per un totale di più di 180.000 sedute radianti (ogni paziente esegue in media 30 sedute per circa 35 accessi tra visite, Tac, trattamenti e controlli per un totale di oltre 210.000 accessi) e adesso rilanciamo». Sempre ieri i vertici dell’Asl hanno ripetuto come nell’arco di 5 anni il Servizio verrà spostato all’ospedale. «Vogliamo fare tutto in casa - hanno detto Mayr e Tait - questo è il percorso che abbiamo scelto e lì vogliamo arrivare». Resta aperta la possibilità di una collaborazione con la clinica.