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BOLZANO. Il centro si rimette al centro. «Noi Bz» o «Wir Bz», ecco la nuova lista per il sindaco che nasce sulle ceneri della civica «X Spagnolli». Da Spagnolli a ( si augurano) Caramaschi, per cui ieri hanno annunciato l’endorsement in vista delle primarie di domenica prossima da cui uscirà il nome del candidato del centrosinistra alle elezioni comunali dell’8 maggio.
Le alleanze? «Il Pd, naturalmente. E il centrosinistra», dice Paolo Berloffa accanto a Matteo Bonvicini e a Claudia De Lorenzo. Gli ultimi due sono i reduci del gruppo, con Mauro Bertoldi anch'egli in prima fila ieri alla presentazione, che sostenne Gigi nelle passate elezioni.
Va bene il centrosinistra, ma la sinistra? «Noi siamo qui apposta. Comunisti e Verdi devono capire che l'aria è cambiata e che non possono dire solo e sempre no - aggiunge Berloffa - soprattutto dopo l'ultimo disastro...».
Insomma, il senso della lista è questo: tirare la manica della giacca di Caramaschi verso il centro, visto che c'è già chi la sta tendendo verso sinistra. Con un'idea fissa: recuperare tutta quell'area cittadina, annidata nella borghesia, nelle professioni, nelle imprese ma anche nella cooperazione e nell'artigianato che, o non è andata a votare negli ultimi anni o lo ha fatto di malavoglia oppure è ancora tentata dalle sirene del centrodestra.
Del tipo: «Siamo moderati nei toni ma non nelle scelte. Quelle devono essere non moderate ma nette». Come la collaborazione pubblico privato da portare avanti: «Voteremo sì alla consultazione su Benko», ha sillabato Bonvicini. Anche se si condividono alcune perplessità sul quadro normativo (Caramaschi docet). Ma anche sì all'Areale, alla "smart city", al rilancio delle attività produttive e di innovazione. «E anche la macchina comunale dovrà essere riorganizzata».
In sostanza: Bolzano deve spingere per una ripartenza ma visibile, concreta. Puntando, magari, anche su «una scuola che si metta su un possibile terzo binario - ha aggiunto la De Lorenzo- aperta al multilinguismo».
Ma poi, e qui sta la cornice politica, appoggio a Caramaschi. Non si è chiamata "X Renzo" la lista, come era accaduto con Spagnolli, solo perché le primarie potrebbero riservare delle sorprese ma Berloffa ha chiarito il senso della scelta: «Tre ragioni: la discontinuità, garantita da una persona non iscritta al Pd, l'indipendenza dai partiti e la competenza acquisita in anni di lavoro in Comune». Sandro Repetto? «Brava persona ma organica a certe logiche - hanno aggiunto Bonvicini e De Lorenzo - e che noi, che siamo una lista indipendente, accetteremo a fatica».
Come non accettano più o, almeno, prendono le distanze, da Elena Artioli e da Claudio Degasperi, il duo che aveva contribuito all'assemblaggio e anche al successo (tre consiglieri) della lista Spagnolli: «La sua irruzione alla primarie è stata poco trasparente - hanno detto Bonvicini e De Lorenzo - e, abbiamo notato, non c'era certo feeling col Pd. Dunque...». Dunque addio.
Infine collaborazione con la Svp. "Inevitabile" visto che ha la rappresentanza di gran parte del mondo di lingua tedesca. Anche se la spinta sarà per farla aprire ai quartieri e a ridiscutere, in profondità, il rapporto ancora non virtuoso tra Provincia e capoluogo. Altre alleanze? Forse con i socialisti. Che, con Ardelio Michielli e Claudio Della Ratta, erano in prima fila alla presentazione della nuova lista e hanno detto: «Stiamo decidendo in questi giorni se coordinarci con il Pd stesso o con loro...».
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