PHOTO
MERANO. Nuovo sconto di pena per Aouichaoui Boubaker, l'omicida del parco Maia che quattro anni fa assassinò a coltellate Erna Pirpamer poco dopo la decisione della donna di chiudere un rapporto sentimentale. La condanna a 16 anni di reclusione disposta dalla Corte d'appello in secondo grado era stata annullata dalla Corte di Cassazione che aveva ritenuto giuridicamente fondate alcune contestazioni avanzate dalla difesa. In sostanza l'avvocato Nicola Nettis aveva lamentato la mancata motivazione in sentenza nel giudizio di bilanciamento tra circostanze aggravanti e attenuanti. Ricordiamo che Aouichaoui Boubaker aveva affrontato il processo con un'imputazione da ergastolo. Il pubblico ministero Luisa Mosna lo aveva portato in giudizio per omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla minorata difesa per la vittima (fatta cadere in trappola in una zona isolata del parco in orario notturno). In primo grado, davanti al giudice Carlo Busato, Aouichaoui Boubaker se l'era cavata con 18 anni di reclusione (grazie allo sconto previsto dal rito abbreviato scelto dall'imputato). Nel giudizio di primo grado il giudice aveva fatto cadere l'aggravante contestata della premeditazione negando però all'imputato la concessione delle attenuanti generiche. In appello la condanna era stata ridotta a 16 anni di reclusione in quanto la Corte aveva riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche, ritenendole però equivalenti all'aggravante contestata della minorata difesa. Ed è stato proprio su questo punto che l'avvocato Nicola Nettis era poi riuscito a riaprire il processo, arrivando ad ottenere l’annullamento da parte della Corte di Cassazione del giudizio di secondo grado. La Suprema Corte infatti aveva rilevato che l’omicidio doveva essere considerato d’impeto e di conseguenza la quantificazione della condanna a carico dell’imputato non avrebbe potuto partire (come pena base) dal massimo previsto dal codice ma dal minimo o poco più. Ieri la Corte d’appello di Trento ha dunque provveduto ad una nuova quantificazione della pena sulla base delle indicazioni della Corte di Cassazione e la nuova condanna inflitta all’omicida si è così ferma a 14 anni e 8 mesi di reclusione. E’ molto probabile che la difesa non abbia più argomenti per ipotizzare un nuovo ricorso per Cassazione e dunque la sentenza di ieri quasi sicuramente diventerà definitiva anche se il processo non ha individuato il movente certo dell’omicidio. Aouichaoui Boubaker ha sempre sostenuto di aver perso la testa per essere stato lasciato dalla donna che amava ma nel corso dell’inchiesta erano anche emersi aspetti di interesse economico, poi non confermati. (ma.be.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA


