BOLZANO. È sempre più difficile che Bolzano possa avere una nuova legge elettorale per le elezioni comunali di maggio. Non è servita la maratona, iniziata ieri mattina in consiglio regionale e proseguita fino a tarda sera, per arrivare all’approvazione. L’assessore Josef Noggler (Svp) ha quasi alzato bandiera bianca, ammettendo l’affossamento del suo disegno di legge, schiacciato sotto le migliaia di pagine di emendamenti e ordini del giorno dell’ostruzionismo di Freiheitlichen e Andreas Pöder (BürgerUnion). Nella tarda serata i lavori erano ancora aperti. Sul tavolo, il tema della traduzione degli emendamenti. Una ultima seduta di capigruppo ha trovato un accordo alle ore 22.20: seduta sospesa e riconvocata per il 29 gennaio. L’ultimo tentativo. «Ho fatto tutto il possibile, partendo dalle tante riunioni dei mesi scorsi per arrivare alle mediazioni di oggi. Abbiamo cercato il compromesso del compromesso», ha detto in aula Noggler alle 19.30, quando sembrava che la legge stesse per finire su un binario morto. La data di ieri veniva considerata come l’ultima utile per approvare la nuova legge elettorale in tempo per le elezioni. Ci si riproverà venerdì prossimo. «Tutti noi conosciamo la situazione di Bolzano e l’esigenza di garantire la governabilità», ha ricordato Noggler. La seduta del consiglio regionale si era aperta con la prima seduta dei capigruppo. Ne sarebbero seguite altre nel corso della giornata, e poi incontri di maggioranza e confronti con le opposizioni...

Come primo atto è arrivata la bocciatura del disegno di legge dei Freiheitlichen che proponeva, tra l’altro, il taglio da 45 a 35 dei consiglieri di Bolzano. Poi è iniziata la maratona sul disegno di legge Noggler, con il braccio di ferro su alcuni dei punti più controversi. La maggior parte dei gruppi si era dichiarato favorevole alla introduzione delle soglie, il cuore della legge Noggler: 3% per le singole liste, 7% per le coalizioni e 2,2% per ogni lista coalizzata.

Dieter Steger, capogruppo della Svp, come segno di buona volontà ha rinunciato a presentare il suo emendamento per ridurre il consiglio comunale a 35 seggi. Una trattativa serrata ha poi coinvolto l’articolo della legge che eliminava il tetto di spesa nel caso di allargamento delle giunte comunali (una norma reclamata dai sindaci Svp). Di fronte a una levata di scudi generale, anche da parte di consiglieri trentini, nel tardo pomeriggio Noggler e la Svp avevano messo sul piatto l’ultimo compromesso: via anche le norme sugli assessori. «Andiamo a votare con un disegno di legge dedicato solo alle soglie», è stata l’ultima offerta di Noggler. «No» hanno risposto Pöder e Walter Blaas (Freiheitlichen), annunciando che avrebbero fatti propri gli emendamenti ostruzionistici abbandonati dalle altre opposizioni, tra cui M5S e Claudio Cia (Civica Trentina). Migliaia di pagine. Da tradurre. «Siamo bloccati», ha sospirato Noggler. Duro Riccardo Dello Sbarba (Verdi): «Alla destra tedesca non interessa nulla di 45 o 35 consiglieri. Il loro obiettivo è affossare la legge, perché per la prima volta proveranno a candidarsi nel capoluogo con una loro lista. Sanno che con le soglie non avrebbero possibilità di entrare in consiglio comunale». Di «pretesto», parla anche Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore), che si era impegnato contro il taglio dei consiglieri, minacciando ostruzionismo: «Apprezzo la disponibilità di Noggler e non posso comprendere perché la legge debba arenarsi, se non pensando a un pretesto. Non si può dire no alle soglie e sì al taglio dei consiglieri, perché un consiglio a 35 significa automaticamente un Consiglio con una soglia». Steger alle 20.50, visibilmente irritato, ha accusato: «Qui non si tratta di cosa vuole o non vuole la Svp. Bolzano ha bisogno di una legge elettorale che funzioni. Non capisco il vostro ostruzionismo». Ieri ha debuttato il voto elettronico.

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