PHOTO
di Severino Perelda
Doppia mostra, all' Espace La Stanza di via Orazio a Bolzano. Un artista affermato affianca una artista esordiente: si tratta di Giuliano Brancaleoni, pittore di lungo corso assai noto a Bolzano e non solo, che torna ad affacciarsi dopo un certo periodo di assenza e di Daniela Armani, pittrice per passione che compartecipa all' evento espositivo inaugurando la sua prima esperienza personale. Di Brancaleoni è stato scritto molto, tuttavia la sua produzione riserva sempre apprezzabili novità.
Da sempre vivace colorista, è infatti impegnato fin dagli anni ’60 nella ricerca espressiva in ambito umanistico attraverso un immaginario di segni e forme in continua evoluzione. Un processo artistico, in cui da sempre Brancaleoni si avvale di una ricca varietà di linguaggi, tra i quali inserisce con disinvoltura evidenze figurative, simbolismi, strutture surreali e informali, sconfinando nell’astrazione. Ispirato da Willy Valier e discepolo di Guido Daurù, Brancaleoni ha sviluppato uno stile molto personale in cui riesce a modulare impianti formali e rappresentazioni molto complesse e significative.
E' importante per lui il concetto di «trasformazione», ove include segni, immagini, geometrismi e masse cromatiche in composizioni molto dinamiche che si estendono in equilibrio tra allusione e descrizione. Brancaleoni ha viaggiato a lungo tra Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Kenya, Austria, Francia. Ha allestito numerose mostre personali e partecipato a collettive nazionali e internazionali.
È citato in enciclopedie, libri, riviste e quotidiano italiani e stranieri. Si è specializzato nello studio del marmo di Pietrasanta ed è diplomato in restauro antico su tela a Firenze. Svolge la sua attività tra Venezia, Parigi, Firenze e Bolzano. Daniela Armani dialoga anch'essa con il colore in una serie di opere di vario formato, eseguite con la gioia di dipingere senza rivelare del tutto i temi rappresentati: questi ultimi, pur affermandosi come guide fondamentali del dipinto restano, come dire, celati in trasparenza ed immersi tra stesure e velature dell' opera stessa. Con una certa attenzione si possono individuare sagome e tracce di figure e anatomie: uno strato di materia vitale, sul quale sono state costruite una serie di derivazioni cromatiche in libera dissolvenza che conferiscono dinamismo e inducono ad una meditata riflessione. Molto accurati anche i piccoli formati, in cui il dialogo cromatico, tra contrasti e contrappunti, oltre al contenuto, riserva un interessante piacevolezza estetica. Mostra in corso fino al 18 maggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


