BOLZANO. Brennercom dice basta alle interferenze politiche e propone il compromesso, ma arriva subito l’altolà del presidente della Provincia Kompatscher: «Un accordo si troverà, ma per iniziare la trattativa va ripristinata la situazione pregressa, ovvero Brennercom deve annullare la delibera con cui, in modo aggressivo e offensivo, ci hanno estromessi dalla società. Adesso non ci sono più scuse, non è vero che come sostengono loro è la legge che lo impone: sia la decisione del giudice che l’approvazione dell’emendamento in Senato (proposto da Zeller) con l’ interpretazione autentica della legge, dimostrano il contrario. Non devono che adeguarsi, sempre che le motivazioni con cui ci hanno espulsi non fossero in realtà altre». Parole queste che dimostrano che la strada verso un compromesso, proposto ieri nel corso di una conferenza stampa da Michl Ebner, direttore di Athesia socio di maggioranza di Brennercom, dal presidente della spa Ferdinand Willeit e dall’ad Karl Manfredi, si annuncia più che mai in salita, perché quella che si sta giocando, più che una partita imprenditorale, è uno scontro politico durissimo in casa Svp con il gruppo Athesia della famiglia Ebner. Brucia in particolare il “siluro” del senatore Karl Zeller.

La fibra ottica. Ciononostante Ebner - i cui interessi spaziano dall’editoria all’informatica, agli impianti di risalita, all’hotel delle Terme di Merano - ieri durante la conferenza stampa ha ostentato ottimismo: «Ho parlato al telefono con il presidente Kompatscher e ci incontreremo nei prossimi giorni: da parte nostra c’è la volontà di trovare al più presto un compromesso». Ecco dunque l’offerta: «Siamo pronti a cedere a titolo gratuito la fibra ottica, ovvero 100 cavi della dorsale tra Bolzano e Merano e tra Bressanone e Prato Drava, più il know how che era quello che l’ente pubblico voleva. Inoltre la Provincia incasserà 14,890 milioni di euro, una valutazione che incorpora un aumento dell’85% rispetto al valore iniziale». Un accordo extragiudiziario dunque per chiudere il contenzioso apertosi con la Provincia, dopo che il 19 giugno l’Athesia, socio di maggioranza con il 48,3% di Brennercom, ha escluso dall’assetto societario la Provincia (42,3% delle quote), Selfin (4,2%), la società di 102 Comuni, e Asm Bressanone (1,74). Le estromissioni sono state decise in base alla legge finanziaria del 2007 e alla legge 147 del 2013, secondo cui le pubbliche amministrazioni devono dismettere le partecipazioni non strettamente necessarie per il perseguimento di finalità istituzionali. Ulrike Ceresara, presidente del Tribunale, sezione imprese, ha però sospeso l’esecuzione della delibera del cda. Lunedì Brennercom ha illustrato le proprie posizioni, oggi nuova udienza davanti ai giudice con la Provincia.

«Qualcuno dirà - ha sostenuto il presidente Willeit - che caliamo le braghe. Non è così: mai come in quest’occasione sono stato convinto di vincere, ma un contenzioso rischia di durare anni, bloccando l’attività della nostra società e mettendo a rischio 212 posti di lavoro». Anche l’ad Manfredi ha sottolineato la necessità di chiudere in fretta: «Stiamo lavorando alla metropolitana di Riyad, a Dubai dove raddoppieranno l’aeroporto in vista dell’Expo, nel Qatar per i mondiali di calcio. Un lungo contenzioso non farebbe altro che danneggiarci».

Zeller. Preoccupati dall’interpretazione autentica della legge chiesta da Zeller? «Assolutamente no - ha assicurato Ebner -. È anticostituzionale, non ha effetto retroattivo ed è un modo per cercare di interferire sul potere giudiziario».

L’ira. Quindi Ebner sollecitato dalle domande dei giornalisti - pur senza mai perdere l’ aplomb - ha spostato la discussione sul piano privato: «Non vedo perché mi devo far infangare da un senatore. Ogni giorno io e il gruppo che rappresento, che conta oltre mille persone, siamo oggetto di attacchi. Vengo descritto come il peggiore dei personaggi e ciò che mi dà più fastidio è che anche la mia famiglia è continuamente vessata».

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