BRENNERO. La data per l'inaugurazione era quella del 21 giugno, ma è slittata perché si devono accordare sulla presenza i tre governatori di Trentino, Alto Adige e Tirolo. Ma comunque è questione di dettagli perché apra finalmente il Plessi Museum. I lavori sono finiti da tempo e tutto è pronto per aprire al pubblico questa nuova e originalissima area lungo l'Autostrada del Brennero. Al di là della struttura in sé – comunque un gioiellino di architettura e ingegneria – il progetto ha molteplici significati. Il primo, e principale, è quello della collocazione logistica: l'areale che un tempo era occupato dalla dogana.

Luogo di scambio, di incontro, ma anche di divisione, di separazione, di frattura. L'Autostrada del Brennero ha voluto creare un qualcosa di originale che ricalchi in parte quello che è l'autostrada stessa, una porta d'accesso che mette in collegamento il centro Europa con il cuore dell'Italia, snodandosi in un territorio delicato e prezioso. Il “museo” è disegnato – dall'ingegner Carlo Costa, direttore dell'A22 – come uno scrigno di vetro, sormontato da una leggera copertura.

L'interno è impreziosito dalla mano di Fabrizio Plessi, artista veneziano che ha già esposto nei più prestigiosi musei del mondo, dal Pompidou al Guggenheim. L'idea era nata proprio da un'opera di Plessi, presentata nel 2000 all'Expo di Hannover: una scultura dedicata all’Euregio che unisce tre composizioni rappresentanti le Province di Trento, Bolzano e Innsbruck. In quest'opera Plessi ha concepito un paesaggio montano artificiale, un ambiente alpestre da attraversare e da vivere tecnologicamente dall'interno. Attorno a quest'opera è stato disegnato lo scrigno, arredato dallo stesso Plessi secondo la stessa filosofia. Il luogo si presenta quindi come uno spazio armonico, fruibile con molti livelli di lettura: da quello ingenuo dei viaggiatori distratti, a quello più avveduto che caratterizza gli amanti dell'arte o dei dettagli esteticamente raffinati.

Certo, per un'Autostrada la proposta è assolutamente originale. Banalizzando, la struttura diventa una sorta di autogrill, accessibile dall'autostrada (ma anche dall'esterno), che offre l'occasione di una sosta ai viaggiatori che vogliano ristorarsi e riposarsi un attimo. Ma l'ambiente diventa assolutamente unico, caratteristico, in grado di far riflettere sulla natura circostante ma anche sulla storia che quel luogo rappresenta. Oltre ad un punto ristoro e ad alcune salette, ci sarà anche una sala conferenze per accogliere meeting e incontri transfrontalieri.

L'antica area doganale che separava i Paesi ora diventa un piacevole e artistico punto d'incontro.Il Plessi Museum - la cui area misura circa 13.000 metri quadrati, per una lunghezza di 55 metri e una larghezza di 30 metri - si configura come una grande teca di cristallo. La grande sala a tutt’altezza (12,90 metri) è immaginata come un vero e proprio spazio museale, mentre la sala conferenze è destinata a diventare la sede privilegiata per incontri culturali e istituzionali che riguardano le relazioni tra mondo italiano e mondo germanico. In attesa dell’inaugurazione, la struttura è già aperta al pubblico. Il costo? 7,797 milioni di euro.