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BOLZANO. Ieri mattina al Brennero c’erano ancora due operai al lavoro, ma ormai è davvero una questione di dettagli. Il governo di Vienna ha (quasi) ultimato gli interventi programmati da tempo al confine. Ci sono container, ma anche tendoni giganti (sia sulla Statale che in autostrada) che consentiranno di controllare i migranti in arrivo e i mezzi sospetti anche in caso di brutto tempo. Ultimata anche una palazzina prefabbricata a moduli, che nelle intenzioni degli austriaci servirà ad ospitare almeno parte degli agenti che saranno inviati in loco dalla gendarmeria.
«Non riusciamo a capire - sottolinea l’assessore di Brennero Giovanni Pederzini - se questa volta facciano davvero sul serio o se si tratti di un altro bluff. Di sicuro sono andati veloci. Se volessero potrebbero partire con i controlli nel giro di pochi giorni. Sul versante italiano, invece, le Ferrovie hanno chiuso la sala d’attesa. La situazione non può definirsi critica. Arrivano cinque o sei migranti al giorno e se provano ad oltrepassare il confine vengono regolarmente respinti al mittente. In paese i profughi si notano appena e si rivolgono al centro gestito da Volontarius. La nostra impressione è che il governo italiano, a differenza del passato, li fermi molto prima. In queste ore stiamo cercando di capire soprattutto quali siano le reali intenzioni dell’Austria».
Il governo di Vienna ha raggiunto un accordo sul cosiddetto «provvedimento d'emergenza» che prevede, tra l'altro, un sostanziale stop alle richieste di asilo, respingimenti in «Paesi sicuri» e fino a 2.200 soldati per controllare i propri confini. La Notverordnung avrà una durata di sei mesi ma potrà essere prolungata tre volte. Non è ancora chiaro - scrive l’autorevole giornale austriaco Der Standard - se entrerà in vigore quando sarà raggiunto il tetto delle 37.500 richieste di asilo o addirittura prima (ipotesi remota). Il provvedimento d'emergenza elenca tutte le peculiarità e i rischi di una migrazione illimitata: si va dalla pubblica sicurezza al sistema sanitario, dalla disoccupazione al sistema scolastico. Solo quest'anno i costi aggiuntivi per i richiedenti asilo ammonta a due miliardi di euro.
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