BOLZANO. Vertice, in val Ridanna, tra il ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka e il governatore altoatesino Arno Kompatscher sul tema migranti. L’Austria ha chiesto, per l’ennesima volta, più rigore all’Italia, soprattutto per quanto attiene i rimpatri. Kompatscher è stato informato del fatto che, in caso di un arrivo superiore alla media di migranti, l'Austria è intenzionata a introdurre misure straordinarie di controllo al confine del Brennero. Un film già visto, come ha sottolineato ieri lo stesso governatore altoatesino, che almeno per ora sembra essere riuscito a rassicurare anche un duro come Sobotka.

Il Ministro ha spiegato che «il tema della sicurezza per molti austriaci ha la massima priorità», ed entrambi hanno rilevato come l'Europa abbia bisogno di «una maggiore solidarietà al proprio interno», e di un «impegno più forte per mettere in sicurezza i confini esterni e risolvere le crisi internazionali». Confrontandosi con Kompatscher sull'attuale situazione in Austria e in Alto Adige, Sobotka ha ribadito che «l'Italia è chiamata a continuare a rispettare gli impegni presi, ma ha bisogno di sostegno per quanto riguarda i rimpatri». La richiesta di Vienna è chiara: serve un ulteriore giro di vite, altrimenti i controlli al confine saranno intensificati nel giro di poche settimane. Del resto la barriera al confine è pronta da tempo.

«Resto convinto - ha aggiunto il presidente altoatesino - che lo sforzo e l'impegno comune che stiamo portando avanti da mesi sarà in grado di evitare che ciò accada. I controlli al Brennero saranno intensificati solo in caso di un arrivo eccezionale di migranti».

L’Austria continua a pressare l’Italia anche perché deve confrontarsi quotidianamente con i respingimenti della Germania. Sono stati 77 mila, infatti, i migranti giunti in Germania nel 2016 dal confine meridionale con l'Austria La media di ingressi via Austria è stata di 1.300 al mese e a 9.600 è stato negato il permesso. Ieri il portavoce della polizia tedesca ha aggiunto che nei prossimi anni è previsto il raddoppio del personale alla frontiera, fino a 1.100 agenti in più, per fare i conti con i maggiori flussi in arrivo. E lo stesso intende fare l’Austria al Brennero.

Cie e quote migranti: Bolzano non chiude la porta a Trento. L’altra partita si giocherà oggi a Roma. Il presidente Kompatscher sarà infatti nella capitale, assieme all’assessore provinciale trentino Luca Zeni, per la Conferenza Stato-Regioni, Il ministro degli interni Marco Minniti illustrerà, infatti, i progetti del Governo in materia di gestione dei flussi migratori, con particolare attenzione a profughi e richiedenti asilo. Uno dei metodi di ripartizione prospettati è quello che tiene conto del numero dei Comuni in ogni provincia. E questa ipotesi non piace affatto al governatore trentino Rossi, che sa bene di rischiare un maggior contingente rispetto a Bolzano. «Questa - ha detto ieri Kompatscher - è solo una delle soluzioni prospettate. E prevede sei persone nei Comuni fino a 2 mila abitanti. In ogni caso con Rossi siamo sempre stati in sintonia e siamo pronti a sederci a un tavolo e a discuterne serenamente». Anche sul Cie, il Centro di identificazione ed espulsione, per il quale si era parlato di Roverè della Luna-Salorno, Kompatscher frena. «Per ora si tratta solamente di voci di corridoio. Oggi il ministro Minniti ci illustrerà le strategie del Governo e poi sapremo se serve un Cie in Regione. E solo in questo caso ne parleremo in un clima di leale collaborazione. E senza imposizioni».

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