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LUSSEMBURGO. Il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dall'Austria ai mezzi pesanti sulle autostrade A12 della Valle dell'Inn e A13 del Brennero sono contrari al diritto dell'Unione europea. È questa la conclusione dell'avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Manuel Campos Sánchez-Bordona, che propone di accogliere il ricorso presentato dall'Italia. Diversa invece la valutazione sul sistema di dosaggio degli accessi alla A12, ritenuto legittimo perché, secondo il parere, Roma non ha dimostrato che costituisca una restrizione quantitativa alla libera circolazione delle merci. Le conclusioni non sono vincolanti, ma spesso anticipano l'orientamento della sentenza definitiva.
Tra i primi a commentare il parere è stato l'onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, che parla di «straordinaria soddisfazione» per un orientamento che conferma la fondatezza del ricorso italiano. Secondo Urzì, l'Austria avrebbe adottato misure «apertamente lesive degli interessi commerciali italiani e della libera circolazione europea», imponendo divieti discriminatori per categorie di merci, vettori e fasce orarie. «Troppo alto è stato il prezzo pagato dall'autotrasporto», afferma il parlamentare, auspicando che la sentenza definitiva riporti Austria e Tirolo a una gestione del traffico compatibile sia con le esigenze ambientali sia con quelle economiche.
Soddisfazione anche da parte del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che definisce il parere «un passo avanti fondamentale e atteso». Per il governatore viene finalmente riconosciuta l'illegittimità di gran parte dei divieti unilaterali che hanno penalizzato il corridoio del Brennero, con ricadute economiche e logistiche sull'intero Nord Italia. Fugatti ringrazia inoltre il Governo e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per aver promosso il ricorso davanti alla Corte di giustizia.
Il presidente della Provincia invita però a non abbassare la guardia sul sistema di dosaggio dei Tir, il cosiddetto "contagocce", che continua a creare forti criticità lungo l'Autobrennero. Per questo auspica che la sentenza definitiva possa rafforzare ulteriormente la tutela della libera circolazione delle merci, favorendo una gestione condivisa e coordinata del corridoio del Brennero tra gli Stati interessati.


