BRENNERO. In una giornata ad alta tensione, nella quale l’Ue ha ipotizzato l’apertura di una procedura di infrazione a carico di Vienna per la costruzione della barriera al Brennero ed il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito con fermezza che l’Italia «non accetterà gesti unilaterali che comprometterebbero la buona collaborazione con l’Austria», al confine italo-austriaco i lavori sono andati avanti. Ieri ha preso forma l’area - già delimitata con alcuni paletti - dove con ogni probabilità passerà il recinto.

Le tensioni politiche. Il governo italiano, dunque, ha deciso che sulle operazioni al Brennero non si può restare a guardare e ha attaccato sia con il ministro degli Esteri Gentiloni che con il collega Angelino Alfano. «Con l’Austria collaboriamo bene, ma non vorremmo che tutto questo - alla lunga- possa in qualche modo compromettere i rapporti» dice il primo. «Abbiamo chiesto all’Ue di verificare il comportamento di Vienna per appurare se sia conforme agli accordi di Schengen o meno. Si tratta, comunque, di un’azione che non sembra rispondere alla logica del buon senso». La prima conseguenza è stata una telefonata tra il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos e il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl Leitner. Il commissario ha avvisato che l’Unione Europea potrebbe far scattare procedure di infrazione in caso di violazioni dell’accordo di Schengen. «Se Spielfeld è regolare allora lo sarà anche il Brennero - la risposta della ministra - dove la barriera non servirà a fermare il flusso dei migranti, ma a convogliarlo verso i controlli».

I lavori. Nel piccolo parcheggio dell'area di servizio Rosenberger lungo l'A13, comunque, il cantiere del recinto austriaco si è allargato. Lunedì la gendarmeria ha cercato di minimizzare parlando di una «tettoia per i controlli con il maltempo». Ieri, invece, si è limitata ad indicare lo spiazzo del cantiere senza ulteriori spiegazioni. Gli operai delle ditte Gruber e Auer, incaricate da Asfinag per l'opera lungo il tratto autostradale, hanno definitivamente smantellato i guardrail gettando il catrame sopra le tubazioni posate martedì. Lavorano a due metri da macchine e camion in transito.

Ieri si sono occupati di battere e modellare l'asfalto nuovo e, guardando lo spazio di circa tre metri che hanno lasciato tra i due tronchi del guardrail, tutto lascia presupporre che stiano delineando lo spazio dove passerà il recinto. Alcuni paletti, a differenza di martedì, delimitano l’area del cantiere e, curiosamente, seguono proprio la linea dove dovrebbe essere posizionata la struttura. In quota, però, corre il sentiero 12 gestito dall’Alpenverein che si snoda proprio in parallelo all’autostrada. Potrebbe essere usato da molti per eludere i controlli.

I commercianti. Gli agenti della gendarmeria per la stampa sono un muro invalicabile, ma ai responsabili del «Dob» qualcosa hanno dovuto spiegare. Il centro commerciale, infatti, ha l’uscita del parcheggio proprio alla frontiera. «Ci hanno spiegato - dichiara il responsabile Maximilian Wild - che non effettueranno alcun controllo in entrata in Italia, ma solo verifiche serrate in corsia nord». Tutto avverrà, lungo la statale, all’altezza dell’Outlet di attrezzatura sportiva. «Non saranno, però, controlli sistematici: faranno transitare i mezzi a velocità ridotta e osserveranno le auto senza fermare tutti. Per noi è importante riuscire a quantificare in qualche modo questi controlli perché l’80% della nostra clientela arriva dall’Austria». «Sì, è importante capire che tipo di riflessi possano avere queste scelte sull’attrattiva del centro - conferma Martina Lanza, responsabile del negozio Cristina Gavioli - anche se gli austriaci, a mio parere, continueranno ad arrivare». Sonia Leitner del bar Terminus subito dopo la frontiera conferma: «I miei clienti che arrivano da oltre confine dicono di non essere affatto preoccupati». Chiusura con Tosif Mirza e Lindona Qufiqaj dello store Puma: «A preoccuparci molti di più sono i cortei».

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