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BOLZANO. Bressa confermato sottosegretario e promosso a «plenipotenziario» ufficiale delle autonomie speciali. Annunciata ieri dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la squadra dei sottosegretari del governo. Nessuna sorpresa. Confermato quasi in toto lo schema del governo Renzi. Resta sottosegretario Gianclaudio Bressa (Pd), con una novità: nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (dipartimento Affari regionali), Gentiloni gli ha assegnato direttamente la delega alle autonomie speciali e alle minoranze, che nel precedente governo spettavano al ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, che a sua volta delegava Bressa. D’altronde la conferma di Bressa era una richiesta esplicita della Svp, che in passato lo aveva proposto direttamente per il ministero.
Bressa, contattato ieri in viaggio per Roma, dove era atteso alla cerimonia di giuramento dei sottosegretari, apre anche uno spiraglio su una possibile candidatura al Senato, nel collegio Bolzano-Bassa Atesina.
Adesso è ufficialmente il referente nel governo per le autonomie speciali.
«Continuerò a fare ciò che facevo prima, con la titolarità diretta».
Quanti mesi di lavoro immagina che il governo Gentiloni abbia davanti a sé?
«Dipende tutto dai tempi di elaborazione della nuova legge elettorale».
Quali le prossime tappe per le autonomie speciali?
«Si procede con le norme di attuazione pronte, anche se quelle più importanti e pesanti sono già state emanate, prima quella sul commercio e oggi (ieri, ndr) quella sull’amministrazione della giustizia».
È in sospeso la norma di attuazione sulla toponomastica. Intanto la Corte costituzionale continua a rinviare l’udienza sulla legge provinciale relativa alla toponomastica, impugnata dal governo.
«Non la vedo come una priorità. È una questione che va valutata puntualmente. Non credo che si arriverà a una approvazione prima delle elezioni politiche».
Veniva data per cosa fatta, o quasi.
«La norma stabilisce un criterio, che è ragionevole e che consente per la prima volta a tutti di condividere una base di ragionamento. È l’attuazione del criterio che deve essere stabilita....».
La trattativa infatti si è incagliata nella richiesta della Svp di allegare alla norma di attuazione un elenco di nomi monolingui o bilingui, e non quelli “pacifici” dell’allegato A (Durnwalder-Fitto), ma il più controverso allegato B (Durnwalder-Delrio).
«È chiaro che così i tempi si allungano di molto, anche perché in questa discussione andrebbe coinvolto il consiglio provinciale, che è titolare della materia».
Lei è tra i parlamentari che annunciano il ritiro alle prossime elezioni politiche. Svp e parte del Pd però le chiedono di ripensarci.
«Nessuno è insostituibile e dopo venti anni credo che sia logico farsi da parte. Per le candidature alla Camera ho superato il limite dei mandati previsto dal Pd, usufruendo anche delle deroghe. È vero tuttavia che per quanto riguarda il Senato scattano altri ragionamenti».
Cosa intende?
«Che nel collegio Bolzano-Bassa Atesina serve un accordo di coalizione».
Ci ripensa?
«Manca ancora tempo e non mi metto certo in competizione».
Quale giudizio dà sul governo Gentiloni?
«È uguale al governo Renzi, non c’è molto da dire. Ma Gentiloni è bravo e lo dimostrerà con i fatti. È anche più tosto di quanto non appaia. Per alcuni sarà una sorpresa». (fr.g.)
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