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BRESSANONE. Una ferita alla testa, frutto di uno svenimento avvenuto durante il «gioco» del soffocamento. E' questo l'episodio che ha insospettito gli educatori del convitto alberghiero e che ha fatto emergere la verità sulla pericolosissima moda nata negli Usa. Altri episodi simili, però, sono stati segnalati in città, in particolare al parco del Lido. Immediato e deciso l'intervento della scuola, che ha subito informato le famiglie e parlato con i giovani protagonisti del cosiddetto «gioco del blackout» (così è stato battezzato negli Stati Uniti), un soffocamento che provoca svenimenti seguiti da grande euforia. Un gioco pericolosissimo, che negli Usa ha provocato negli anni decine di vittime tra gli adolescenti e un fortissimo allarme sociale. Chiara la posizione della dirigente delle Hellenstainer, Brigitte Gasser Da Rui. Come vi siete accorti del problema? «Circa un mese fa - spiega la dirigente - gli educatori del convitto hanno notato che uno degli studenti aveva una piccola ferita al capo. Sono stati molto bravi, perchè hanno "indagato" a fondo, scoprendo che la botta era stata causata da uno svenimento, avvenuto durante questa pericolosissima pratica del soffocamento indotto». Qual è stata la vostra reazione? «Siamo intervenuti con decisione, molto più che in altre occasioni. Abbiamo informato i genitori dei ragazzi che riteniamo coinvolti in questa vicenda, affinchè facciano la loro parte nell'opera di informazione sui rischi legati a comportamenti del genere». Avete deciso di inviare una lettera a tutti gli studenti del convitto. «Lo abbiamo ritenuto necessario. Ci tengo però a chiarire una cosa». Ovvero? «Il problema non riguarda solo il convitto alberghiero. Questa pratica, che mi dicono sia molto datata e i cui dettagli possono essere facilmente reperiti su alcuni siti Internet, è diffusa ovunque». I ragazzi hanno capito la gravità di quanto hanno fatto? «A quell'età non c'è ancora piena coscienza di ciò che si fa, ma ci sono tutti gli strumenti per poter comprendere. Noi abbiamo spiegato ai ragazzi i rischi di questo "gioco" e le conseguenze, non solo sulla salute, ma anche sul piano della giustizia». Nella lettera che avete spedito si parla di episodi filmati con il telefonino. «Sappiamo che il fatto da noi scoperto un mese fa è stato ripresa da qualcuno, ma le immagini noi non le abbiamo viste». E' preoccupata per quanto accaduto? «Al momento il problema è sotto controllo: da quando siamo intervenuti - conclude la dirigente scolastica - non siamo stati informati di altri episodi». In verità a Bressanone sono stati segnalati altri casi di soffocamenti indotti, alla ricerca dello sballo. Alcuni giovani, infatti, sono stati visti nei giorni scorsi sfidare la morte nel parco del Lido di Bressanone. (g.f.p.)
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