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BRESSANONE. La storia di una città attraverso i volti dei suoi defunti. È l'iniziativa - davvero originale - promossa dalla biblioteca in collaborazione con il Comune, che hanno avviato una campagna per digitalizzare i «ricordini», ovvero i cartoncini a ricordo dei morti che normalmente vengono distribuiti durante i funerali: una foto spesso accompagnata da alcune frasi.
Nella maggior parte dei casi le immagini sono tratte dai testi sacri della fede cristiana. Il nome esatto è «ricordino», anche se qualcuno lo chiama erroneamente «santino», pensando ai cartoncini con le immagini dei santi.
L'iniziativa ha già un'ottima base di partenza, visto che la biblioteca può contare sulla donazione di un collezionista privato, il compianto Günther Eheim, giornalista brissinese che ha coltivato questa particolare passione raccogliendo negli anni qualcosa come 13.000 santini, alcuni vecchi di quasi due secoli. Una testimonianza importante del culto del caro estinto.
Obiettivo dichiarato dei promotori è raccogliere 30.000 «santini» e creare un archivio digitale consultabile da tutti. La campagna informativa è partita recentemente, non solo nel Comune di Bressanone, ma anche nei centri abitati limitrofi. Principale promotore dell'inizitiva è Bruno Kaser, direttore della biblioteca civica che, in collaborazione con l'assessore competente Paula Bacher, ha dato il via alla digitalizzazione di questa tipologia di biglietti.
«Lo scopo è quello di creare un archivio digitale che possa essere consulato da tutti i cittadini, ricreando così le proprie parentele o semplicemente per ricercare qualche proprio caro di cui si sono perse le tracce in qualche generazione passata - ha sottolineato Kaser - siamo già ad un ottimo punto perchè ci sono già stati fatti pervenire circa 13 mila bigiliettini ricordo provenienti dalla collezione privata di un nostro concittadino scomparso, Günther Eheim. Grazie alla collaborazione di sua moglie infatti, è stato possibile mettere mano su un tesoro storico risalente dal 1836 ad oggi».
Parole di soddisfazione arrivano anche dall'assessore comunale Paula Bacher che sottolinea come questo tipo di iniziativa, più unica che rara per un ente pubblico (e indubbiamente curiosa per le modalità con cui è stata promossa), sia del tutto volontaria e gratuita: «I biglietti ricordo verranno raccolti e converititi in formato digitale per essere un giorno resi pubblici - spiega la Bacher - dopodichè verranno consegnati ai legittimi proprietari. Si tratta di una tradizione antica nella nostra città che risale al 1850 circa.
Oggi questo fenomeno si è consolidato un po' in tutta Italia. In molte case private infatti si trovano numerosi biglietti ricordo, essi risultano preziosi per la storia locale e familiare e ne costituiscono fonti storiche importanti. Poprio per questo chiediamo a tutti gli interessati di mettere a disposizione i biglietti in loro possesso».
Gli interessati, per informazioni, possono rivolgersi da subito in biblioteca. La raccolta e lo studio delle immagini dei defunti infatti, costituisce per la città di Bressanone un modo nuovo per raccontare la storia della città e dei suoi abitanti. Nel frattempo, proprio in questi giorni, è iniziata una campagna di informazione nei paesi limitrofi alla città vescovile dove si comunica a tutti gli interessati di dare un contributo per la realizzazione di questo archivio davvero innovativo.
Nella maggior parte dei casi le immagini sono tratte dai testi sacri della fede cristiana. Il nome esatto è «ricordino», anche se qualcuno lo chiama erroneamente «santino», pensando ai cartoncini con le immagini dei santi.
L'iniziativa ha già un'ottima base di partenza, visto che la biblioteca può contare sulla donazione di un collezionista privato, il compianto Günther Eheim, giornalista brissinese che ha coltivato questa particolare passione raccogliendo negli anni qualcosa come 13.000 santini, alcuni vecchi di quasi due secoli. Una testimonianza importante del culto del caro estinto.
Obiettivo dichiarato dei promotori è raccogliere 30.000 «santini» e creare un archivio digitale consultabile da tutti. La campagna informativa è partita recentemente, non solo nel Comune di Bressanone, ma anche nei centri abitati limitrofi. Principale promotore dell'inizitiva è Bruno Kaser, direttore della biblioteca civica che, in collaborazione con l'assessore competente Paula Bacher, ha dato il via alla digitalizzazione di questa tipologia di biglietti.
«Lo scopo è quello di creare un archivio digitale che possa essere consulato da tutti i cittadini, ricreando così le proprie parentele o semplicemente per ricercare qualche proprio caro di cui si sono perse le tracce in qualche generazione passata - ha sottolineato Kaser - siamo già ad un ottimo punto perchè ci sono già stati fatti pervenire circa 13 mila bigiliettini ricordo provenienti dalla collezione privata di un nostro concittadino scomparso, Günther Eheim. Grazie alla collaborazione di sua moglie infatti, è stato possibile mettere mano su un tesoro storico risalente dal 1836 ad oggi».
Parole di soddisfazione arrivano anche dall'assessore comunale Paula Bacher che sottolinea come questo tipo di iniziativa, più unica che rara per un ente pubblico (e indubbiamente curiosa per le modalità con cui è stata promossa), sia del tutto volontaria e gratuita: «I biglietti ricordo verranno raccolti e converititi in formato digitale per essere un giorno resi pubblici - spiega la Bacher - dopodichè verranno consegnati ai legittimi proprietari. Si tratta di una tradizione antica nella nostra città che risale al 1850 circa.
Oggi questo fenomeno si è consolidato un po' in tutta Italia. In molte case private infatti si trovano numerosi biglietti ricordo, essi risultano preziosi per la storia locale e familiare e ne costituiscono fonti storiche importanti. Poprio per questo chiediamo a tutti gli interessati di mettere a disposizione i biglietti in loro possesso».
Gli interessati, per informazioni, possono rivolgersi da subito in biblioteca. La raccolta e lo studio delle immagini dei defunti infatti, costituisce per la città di Bressanone un modo nuovo per raccontare la storia della città e dei suoi abitanti. Nel frattempo, proprio in questi giorni, è iniziata una campagna di informazione nei paesi limitrofi alla città vescovile dove si comunica a tutti gli interessati di dare un contributo per la realizzazione di questo archivio davvero innovativo.
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