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BRESSANONE. E' un mercato che dopo la crisi non è ancora ripartito quello della casa a Bressanone. I prezzi sono fermi. Carlo Perseghin, presidente regionale della Fiaip (la federazione degli agenti immobiliari) preferisce parlare di «mercato in attesa, in una fase di riflessione». Sta di fatto che in "periferia", nei grossi centri fuori Bolzano, la crisi, tra il 2008 e il 2009, si è fatta sentire maggiormente. Tanto che in una città come quella vescovile i prezzi d'acquisto di un appartamento sono calati, mediamente, del 20%, un 5% in più in confronto al capoluogo. E che la ripresa, se c'è, è a macchia di leopardo. Secondo i dati del borsino dell'Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) - gestito dall'Agenzia del Territorio e che si riferiscono al primo semestre di quest'anno - i prezzi stimati di acquisto di un appartamento in centro storico e nel quartiere Stuffles vanno dai 2700 euro ai 3200 euro al metro quadro per un'abitazione in buono stato e dai 3200 ai 4000 per una ristrutturata. In case già esistenti. Per il nuovo, invece, mediamente, un appartamento di 85 metri quadri, 3 stanze più cucina, si aggira sui 3200-3300 euro al metro quadro. E la differenza con l'"usato" si sente. I numeri del borsino riportano dati che si riferiscono solo all'"usato". Alla voce ville e villine, in una zona centrale come quella tra via Plose, via Mozart e la passeggiata lungo l'Isarco, si va dai 3000 ai 3400 euro, sempre al metro quadro, mentre le ville ristrutturate possono arrivare anche a 4400 euro al metro quadro. Anche in periferia, nelle tante frazioni brissinesi, rispetto al centro i prezzi diminuiscono, in alcini casi anche sensibilmente. Basti pensare, ad esempio, che a Elvas e Albes un appartramento in buono stato può oscillare tra i 2200 e i 2500 al metro quadro e una villa messa bene dai 2400 ai 2700. Sulle cause che hanno portato la periferia altoatesina ad essere investita dalla crisi in maniera più virulenta, Perseghin sottolinea che «probabilmente si era costruito abbastanza in precedenza. Inoltre, il tessuto socio-economico ha risentito maggiormente del brutto momento proprio in periferia dove la gente è molto più attenta nell'uso dei propri risparmi». A Bressanone, come in altri centri, si libereranno vaste aree militari sulla scorta dell'accordo Stato-Provincia. «E per il mercato immobiliare potrà essere senz'altro un'occasione», sottolinea il presidente della Fiaip. «Rendiamoci comunque conto di una cosa - prosegue - Il mercato non è sparito. Ma certo si evolve in maniera molto più lenta di prima. E comunque le case, mano a mano, si vendono ancora». Tra i fattori da prendere in considerazione anche la forte presenza pubblica sul mercato attraverso gli alloggi Ipes ma anche di edilizia agevolata alle forme cooperative. «Che questi aspetti possano incidere sul libero mercato - riflette Perseghin - non direi. La mia risposta è "ni". Perché a Bressanone, al ceto medio, che magari potrebbe accedere al mercato privato, sono destinati 66 appartamenti pubblici. Ed è una quota piuttosto bassa. E teniamo poi presente che vi è una buona quota a parte di appartamenti che sono realizzati da aziende e maestranze perlopiù locali che, acquisendo reddito, sono potenziali investitori, contribuiscono a far girare l'economia». Altro aspetto del mercato brissinese, che peraltro si registra anche in altri centri, è che l'"usato" va più forte del nuovo. «Comunque - sintetizza il presidente della Fiaip - tutto il comprensorio di Bressanone, città, frazioni e hinterland, è molto interessante per l'acquisto. Perché i prezzi, per ora, si sono fermati. Si stima che, nei prossimi mesi, i costi degli appartamenti possano leggermente alzarsi. Anche perché siamo arrivati al punto più basso, sotto il quale non è realisticamente possibile andare. Quindi, ci si sta lentamente riprendendo, se no sarà difficile stimolare i proprietari a vendere».
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