BRESSANONE. Senza alcun preavviso, il Time Out, il locale al centro di numerose polemiche per i rumori notturni e la sporcizia lasciata dai clienti nelle strade vicine, è stato chiuso dal titolare, Markus Huber: «E' da anni che convivo con le proteste, così non si può lavorare», ha detto. Il Time Out di via Dante il fine settimana scorso è rimasto chiuso. Al momento non vi è alcuna comunicazione riguardo una possibile riapertura nelle prossime settimane. Una provocazione del titolare? Non è da escludere, visto i problemi di rapporto con il vicinato che negli ultimi anni ha dovuto affrontare Markus Huber: moltissimi i residenti che si sono lamentati per i rumori e la sporcizia lasciata nelle vicinanze del locale dai clienti. Non si contano le richieste di intervento delle forze dell'ordine. La decisione di tenere le serrande abbassate ha colto di sorpreso le centinaia di giovani che nel weekend normalmente affollano il locale: il gruppo è dovuto «emigrare» negli altri due locali notturni della città. A fare chiarezza su questa improvvisa chiusura è lo stesso Markus Huber, che sottolinea come i tempi, purtroppo, sono cambiati ed in peggio: «Da anni lavoro con i giovani e con i locali a loro dedicati e mai ho avuto così tanti problemi come in questi ultimi anni. Ormai è sotto gli occhi di tutti che c'è una precisa volontà da parte di più persone di far chiudere il Time Out - racconta Huber - Gli stessi miei clienti, ovvero giovani, studenti e bravi brissinesi si sentono discriminati per la situazione che si è venuta a creare intorno al locale. Si sentono di troppo in questa città che sembra non volerli e così, loro, giustamente preferiscono andare altrove. Ormai nella nostra città non c'è più tolleranza». «Gli affari - prosegue Huber - stanno calando e sono costretto ad accollarmi più spese che incassi. Ho investito molto per il Time Out e di certo non lo voglio trasformare in un altro locale per attirare gente diversa da quella che ho attualmente. Ma, se mi venisse fatta un'offerta interessante, sarei anche disposto a venderlo e togliermi definitivamente il problema, perchè sono proprio stufo delle continue multe, sospesioni di licenza e critiche da parte di cittadini e forze dell'ordine. Questa chiusura improvvisa servirà sicuramente a far riflettere me sul futuro del locale, ma dovrà servire da monito a tutti i cittadini». A conti fatti, ora il problema degli schiamazzi e dei vandalismi si sposterà in altre zone della città? Solo il tempo lo potrà dimostrare, aiutato anche dalla nuova ordinanza antialcol varata nei giorni scorsi nel comune della città vescovile. Ordinanza che, con la chiusura improvvisa del Time Out, non c'entra assolutamente nulla. Sorpreso di questa decisione è anche il vice sindaco, Gianlorenzo Peron, il quale non sapeva nulla della decisione di Huber: «Non siamo stati noi a volere la chiusura del locale di via Dante e certamente non siamo responsabili di una eventuale sospensione della licenza - spiega Pedron - mi sembrava che le cose, nell'ultimo periodo, si fossero appianate e che stessero migliorando ma evidentemente non è cosi. Sono il primo ad essere stato sorpreso della notizia. Capiso - prosegue Pedron - che i giovani abbiano bisogno dei loro spazi, ma bisogna pensare anche ai nostri cittadini che vivono nelle estreme vicinanze del Time Out». La situazione che si è venuta a creare oggi dunque, riapre il dibattito sul divertimento dei giovani, tema che tocca tutti i principali centri della provincia. I locali che si trovano in zone residenziali sono spesso destinati a finire al centro di polemiche. Che non di rado di concludono con la chiusura dei pub.

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