BOLZANO. La Gran Bretagna ieri ha scelto se rimanere tra le “sorelle” d'Europa in un referendum dal forte significato simbolico. Che cosa c'è, però, in gioco per l'Alto Adige in un voto che ha stabilito l'uscita del Regno Unito dall'Ue? I numeri sull'export inglese sono importanti e arrivano dallo studio Astat sul commercio con l'estero nel 2015 e da Assoimprenditori. L'incremento del volume d'affari altoatesino con il Regno Unito nell'ultimo anno, infatti, è stato considerevole ed è pari al 17,4% per un totale di 143,3 milioni di euro. Di tutto l'export della provincia la Gran Bretagna occupa una fetta del 3,3% entrando di diritto tra i mercati più importanti per l'Alto Adige assieme all'area tedesca (Germania, Austria e Svizzera), Francia e Spagna.

Sono 233 le imprese altoatesine che lavorano con il Regno Unito mentre la quota delle importazioni è marginale con 51 milioni di euro spesi pari all'1% del totale. Rilevante la quota di mercato per componenti automobilistiche con il 10% dell'export che prende la strada per l'Inghilterra.

Importante anche l'incidenza delle mele (4%) e del vino (con grande incremento tra i vini bianchi). L'impresa a controllo britannico più importante che opera in Alto Adige è la Gkn con sede a Brunico e ha più di 1.200 dipendenti tra Gkn Sinter Metals e Gkn Driveline. Proprio all'interno di Gkn ha lavorato per anni Nikolaus Tribus.

022-H-_WEB

Oggi è in pensione, ma è sicuramente tra gli altoatesini che meglio conoscono la realtà britannica. Che cosa si rischia davvero con questo voto? «Adesso ci vorranno delle nuove contrattazioni tra Ue e Regno Unito. Potrebbero volerci anche un paio di anni, ma prestiamo molta attenzione a quello che può accadere alla sterlina.Si tratterebbe di conseguenze immediate. Acuni analisti di grande esperienza spiegano che potrebbe esserci una crescita del 20% della sterlina sull'Euro passando da circa 0,72-0,78 allo scambio paritario. Il vino e le mele che esportiamo costeranno il 20% in più».