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BRONZOLO. Il dialetto elevato a dignità di lingua, con tanto di vocabolario: è quello che stanno facendo a Bronzolo i componenti del gruppo di lavoro per l'identità del paese, un gruppo nato nell'ambito delle discussioni per la messa a punto del "Masterplan", gruppo coordinato dall'assessore Bruna Corteletti Bertinazzo. Queste persone stanno mettendo a punto un "vocabolario tascabile" con molti termini dialettali tipici del paese, parole che si sentono sempre meno a Bronzolo, perché le nuove generazioni non sempre hanno avuto modo di conoscerlo in famiglia. Questo vademecum conterrà dunque parole come "cuciar" (cucchiaio) "chichera" (tazza) "cucar" (sbirciare) elencate dalla A alla Z e tradotte in italiano e tedesco.
Non è stato un lavoro semplice ad ogni modo mettere a punto questo simpatico vocabolario, un lavoro portato avanti attraverso interviste a cittadini di Bronzolo nati in paese o residenti comunque da tanto tempo, che fin dall'inizio abbiano parlato il dialetto, senza contaminazioni linguistiche, come è poi avvenuto negli anni con l'arrivo ad esempio di persone nate e vissute nel Veneto o anche nel vicino Trentino. Che il dialetto contribuisca a fondare un'identità comune è fuori discussione, proprio perché dal diletto si intuisce immediatamente anche la provenienza di chi lo parla e si stabilisce con lui un rapporto più intimo. Come succede anche con quello tedesco, anche il dialetto di Bronzolo ha inflessioni che lo distinguono da quello parlato ad esempio in Bassa Atesina o anche nella vicina Laives. Molto interessante constatare che diversi vocaboli sono mediati direttamente dal mondo rurale e contadino di un tempo e adattati alle nuove considerazioni. Da approfondire sarebbero inoltre anche i vari modi di dire, uno "slang" ancora più specifico di ogni paese, anche questi sedimentati nella lingua dialettale del paese che qui e solo qui vengono utilizzati e compresi nel loro specifico significato e che a volte sono più efficaci e trancianti di qualunque giro di parole.


