BRUNICO. “Perché gli insegnanti di scuola materna a Brunico, che sono insegnanti provinciali, devono pagare al Comune la quota di 3 euro e 50 centesimi per ogni pasto consumato a scuola?” La domanda della consigliera Cornelia Brugger (gruppo misto) è arrivata nei giorni scorsi in consiglio comunale a Brunico. Brugger ha ricordato che “una circolare della Provincia che risale al 2007, inviata a Comuni, scuole e direzioni scolastiche, prevede che l'importo sia di 2 euro e 50 e che, qualora il costo sia maggiore, i Comuni possono rivolgersi alla Provincia”.

“Per prima cosa – ha spiegato il sindaco Roland Griessmair – a tutti, insegnanti, collaboratori e allievi, va applicata la stessa tariffa, che è di 3,50 euro perché il cibo dei pasti è di altissima qualità, con prodotti freschi, locali e in buona parte biologici. Ogni pasto costa al Comune 6,48 euro. Quanto al richiedere alla Provincia di integrare la quota chiesta agli insegnanti, la cosa non è chiara ed è già stata motivo di dibattito – ha proseguito il sindaco – I Comuni possono rivolgersi alla Provincia, ma di fatto la richiesta non viene accolta. E i numeri di Brunico non sono piccoli, visto che abbiamo 8 asili, con 66 operatori, 42 dei quali pranzano”.

“La circolare c'è – ha ribattuto Brugger – si tratta di renderla operativa. Mi aspetto che il Comune di Brunico adegui i costi dei pasti per gli insegnanti delle materne, altrimenti insisterò con la mia richiesta sotto forma di una mozione”.

Brugger ha anche chiesto “perché il venerdì le insegnanti non possano pranzare con i bambini. È vero che da quest’anno la scuola materna chiude alle 12.30 e che cucinare per gli insegnanti comporterebbe un costo maggiore, ma pranzare assieme potrebbe essere una soluzione”. Infine, ha insistito la consigliera, “il Comune deve spiegare perché c'è disparità di trattamento con gli insegnanti delle scuole elementari, che quando pranzano con i bambini, oltre a ricevere il pasto gratuitamente, si vedono considerate quelle ore come ore di lavoro”.

“È vero – ha precisato Brugger – che, nel caso delle elementari, la presenza a pranzo degli insegnanti è valutata come attività di sorveglianza e quindi di lavoro, ma anche gli insegnanti alle materne durante i pasti svolgono un servizio e intervengono in caso di necessità, per aiutare un bimbo o assisterlo”.(fdd)