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BRUNICO. Un incendio, sulle cui origini sono tuttora in corso accertamenti sia da parte dei carabinieri di Brunico che dei vigili del fuoco del capoluogo pusterese, ha distrutto nella serata di domenica il piano terra di un alloggio su due piani di proprietà della famiglia Pedevilla, situato in via Gebert Deeg nel rione di Ragen di fuori, a Brunico.
L’allarme è scattato attorno alle 21 della serata di domenica e, in base ai primi accertamenti, pare che le fiamme siano scaturite da alcuni oggetti sistemati sulla terrazza esterna al soggiorno dell'abitazione. Da lì, a quanto pare, le fiamme si sarebbero propagate poi all’interno, alle tende e ai rivestimenti in legno, a causa dell’esplosione, avvenuta per il calore, dei vetri degli infissi.
In quel momento, all'interno dell'abitazione si trovava solo l'anziana signora Pedevilla, che, dopo aver lanciato l'allarme, è rimasta vittima di una leggera intossicazione da fumo, tanto da dover essere ricoverata all'ospedale di Brunico dove ha trascorso la notte. Anche una vicina di casa, colta da un malore alla vista del fuoco, ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso ospedaliero, prima di essere dimessa e poter fare rientro a casa.
Nel frattempo il grande lavoro dei pompieri si è concentrato sul salvataggio del piano superiore dell'appartamento e sulla protezione delle abitazioni circostanti, anche perché una bombola di gas presente nei locali investiti dalle fiamme si era ormai gonfiata a dismisura e rischiava davvero di causare un'esplosione che sarebbe risultata disastrosa per lo stabile e anche per i pompieri in intervento. La soluzione, rapida e sicura, è stata trovata raffreddando la bombola con potenti getti d'acqua e inserendola quindi in una capiente vasca d'acqua fredda, prima di trasferirla in sicurezza.
Nel frattempo però i locali a pianoterra dell'abitazione, abitata anche dalla figlia e dal nipotino della famiglia Pedevilla (che non si trovavano in casa al divampare delle fiamme e che poi hanno trascorso la notte in casa del compagno della figlia), sono andati di fatto distrutti e di essi sono rimaste le pareti annerite dal fumo. Difficile anche una stima dei danni materiali che le fiamme hanno provocato, mentre, fra le ipotesi più plausibili del rogo, prende corpo quella della cenere, contenente delle braci non ancora spente, depositata sul terrazzo e da cui, per qualche ragione o contatto, anche fortuito, si potrebbero esser generate le fiamme.
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