BOLZANO. Luigi Tanzi, il padre dell’ex dipendente infedele della filiale di via Orazio della Banca di Trento e Bolzano, potrà essere processato. Il medico legale lo ha dichiarato ieri in grado di seguire l’udienza che lo riguarda con l’accusa di furto proprio in relazione agli ammanchi registrati nella filiale della banca (per quattro milioni di euro) a seguito di un carosello di assegni circolari fasulli. Diversamente da quanto la difesa aveva annunciato in un primo tempo, dei 4 milioni spariti non è stato recuperato praticamente neppure un centesimo.Maria Tanzi, l’ex impiegata della banca, ha già chiuso ogni pendenza a livello penale patteggiando una condanna a 2 anni e 11 mesi di reclusione con una multa di 400 euro. Resta ovviamente il danno rilevante arrecato all’istituto bancario che sino ad oggi avrebbe cercato inutilmente di recuperare almeno qualcosa.
In realtà tutto il denaro sarebbe finito nella disponibilità dell’impresa edile del padre Luigi che, all’epoca, era in condizioni finanziarie molto pesanti per una serie di debiti. Maria Tanzi avrebbe agito proprio per aiutare il padre ad uscire da una situazione economicamente disastrosa. Dei soldi sottratti, dunque, non c’è traccia.
Ora sarà il padre Luigi Tanzi a dover affrontare il processo ed è molto probabile che nelle prossime settimane l’avvocato difensore Paolo Fava, depositi richiesta di patteggiamento posto che i fatti sono accertati.Il processo è stato comunque rinviato al prossimo 30 gennaio.
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