BOLZANO. Una maggiore alternanza fra scuola e lavoro – con 400 ore complessive nel triennio per gli indirizzi tecnici e professionali e 200 ore invece per i licei – e diverse novità legate all’esame di maturità (non ci sarà più il «quizzone») sono solo alcuni dei passaggi chiave legati alla «Buona scuola», approvati ieri in una delibera anche dalla giunta provinciale di Bolzano. Come assicura il vicepresidente della Provincia Christian Tommasini non ci saranno, invece, novità sostanziali per quanto attiene il personale docente, almeno per adesso. «Si tratta di misure che ho sostenuto e in cui credo profondamente, perché ci portano nella direzione giusta. Gli obiettivi? Sapere e saper fare, costruire spazi di relazione e comunicazione fra le persone, soprattutto fra culture e lingue diverse». Il pacchetto di novità introdotto a livello nazionale per noi varrà solo in parte, in quanto l’Alto Adige sulla scuola vanta competenza primaria. La legge 107 ha sviluppato l'offerta formativa delle scuole inserendo la pratica dell’alternanza scuola-lavoro: le varie esperienze, curricolari ma anche estive, «contribuiscono ad attuare modalità di apprendimento flessibili e collegano la formazione in aula con l'esperienza pratica».

«Dall’estate 2018 - prosegue Tommasini - l’attività dell’alternanza sarà anche oggetto della prova d’esame, nel contesto del colloquio, e costituirà una parte imprescindibile della carriera scolastica».

Negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento sostanziale nella didattica: «Dalla scuola del programma, incentrato sui contenuti, si è passati alla scuola del curricolo per competenze, con un cambiamento radicale in termini di finalità, obiettivi e modalità per raggiungerli».

Novità anche per quanto attiene le scuole serali. «Dal prossimo anno sarà creata una rete fra gli istituti che intendono avviare corsi serali».

Si profilano, invece, ancora tempi lunghi per quanto attiene l’acquisizione del patentino di bilinguismo - o di un certificato equipollente - con l’esame di maturità. «Non è di sicuro una cosa che otterremo dall’oggi al domani - assicura il governatore altoatesino Arno Kompatscher - ma stiamo trattando con il Ministero e non escludo che per raggiungere questo obiettivo si debbano anche adeguare i nostri esami». «Con il Ministero stiamo cercando di capire - ha sottolineato Tommasini - come la prova di seconda lingua possa essere valorizzata e sviluppata nell'ottica delle certificazioni con valore internazionale».

La trattativa con Roma non sembra peraltro ancora in dirittura d’arrivo.

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