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BOLZANO. Sembrava immutabile. Quasi aver fatto voto di restare uguale a se stesso in un mondo che vortica per nascondere il vuoto. E invece anche Buratti ha cambiato aspetto. Via la vecchia vetrina a scomparti che i bolzanini ricordavano così da sempre, che vedevi e non vedevi la merce, che inciampavi nel gradino quando entravi, che suonava il campanellino quando chiudevi la porta e nuovi lavori anche all’interno.
Un pezzo di storia della città, commerciale e non solo, il negozio di via Grappoli - scarpe, cuoio e pellami e poi l'intuizione di puntare sul Vibram - ha cambiato aspetto.
Buratti è via Grappoli ma soprattutto gli spazi di via Galilei. L'azienda - che ha anche l’ingrosso di materie plastiche - fondata nel 1945 da Josef Buratti - la bellezza di 94 anni - insieme al fratello Rudy, continua a fiorire nelle mani di Roland Buratti e del figlio Simone.
E in tanti - nei giorni in cui il negozio è rimasto chiuso per lavori - hanno temuto di rivedere all’inaugurazione l’interno stravolto, senza più i vecchi banconi e la vecchia cassa.
«Tranquilli - racconta Roland - non sono stati toccati. Non avremmo mai potuto. Questi mobili sono appartenuti alla Banca d’Austria prima ed alla Banca d’Italia poi. Avete mai fatto caso agli inserti in marmo? Servivano per batterci sopra le monete per controllare che fossero d’argento».
Come mai la ristrutturazione?
«Be... s’imponeva. La vetrina così non andava più, non riuscivamo ad esporre la merce, si vedeva male e poi andavano eliminate le barriere architettoniche e la vecchia porta perchè le persone, tutte, devono poter entrare agevolmente. Adesso l’accesso è comodo, arioso e agevole. La vetrina è ampia e non nasconde la merce esposta. Almeno, così sembra a noi».
E dentro cos’avete cambiato?
«Abbiamo ritinteggiato, ampliato le scale, sistemato dei nuovi mobili... non erano più proponibili quelle pile di scatole da scarpe. Troppo disordinate».
Sì è vero, c’era disordine, ma il Buratti “del piano di sotto” è sempre stato anche un mondo affascinante e tranquillizzante proprio perchè immutabile.
«Certo, ma abbiamo tanta merce e prima l’esposizione non le rendeva merito. Diciamo che abbiamo fatto un po’ d’ordine, non lo abbiamo trasformato».
Il papà sarà ancora alla cassa?
«Certo, è qui con noi quasi sempre».
Era il 1932 quando Josef Buratti, a soli 13 anni abbandonò la scuola per entrare come apprendista nella bottega della zia che si trovava allora in Piazza Domenicani. Dopo lunghi anni di esperienza, durante i quali imparò i segreti della lavorazione del cuoio, fondò nel 1945 la ditta nell'edificio di via Grappoli dove tutt'ora l'azienda ha la sua sede. Oggi lui si trova ancora lì, dietro al bancone. Ogni mattina la sua sveglia suona alle 7, una veloce colazione al bar e poi via, ad aprire le serrande.
E' il commerciante più longevo di Bolzano e per questo nel 2012 il sindaco Spagnolli lo ha premiato con una medaglia.
E intanto Buratti rilancia.
L’anno scorso ha inaugurato un negozio di scarpe a Cavalese, in via fratelli Bronzetti, la strada del passeggio. «Riteniamo che il centro principale della Val di Fiemme sia il posto ideale per questa nuova avventura. A Cavalese c'è un giusto mix di residenti e turisti, negozi di scarpe ce ne sono soltanto un paio». Buratti sta già pensando anche ad una prossima apertura oltre confine. La scelta potrebbe cadere su Innsbruck. E Buratti pensa anche al centro commerciale di via Alto Adige. Dopo la proposta del tycoon austriaco Renè Benko la cordata altoatesina "Emozioni Alto Adige" - nata attorno agli imprenditori Georg Oberrauch, Pietro Tosolini e Roland Buratti - continua infatti a tessere le fila di nuove proposte.
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