MERANO. Futuro di Sasa incerto, e Merano (che della società di trasporto pubblico detiene il 33%) quale posizione prende?
Un primo esame sui rapporti fra la nuova giunta a guida verde, dalla quale sul piano della viabilità ci si aspettano novità significative, e Sasa era atteso sulla questione delle linee degli autobus esiliate da corso Libertà superiore. I Verdi avevano contestato la scelta del precedente esecutivo che, nell'autunno di due anni fa, aveva improvvisamente accelerato il percorso di pedonalizzazione del tratto del Corso fra piazza Teatro e piazza della Rena sfrattando i pullman, e così facendo costringendo Sasa a modificare il tragitto di parecchie linee e gli utenti a modificare le abitudini. Spesso, obbligando i viaggiatori ad allungare il percorso necessario a raggiungere a piedi le fermate con tutti gli annessi disagi del caso, soprattutto per le persone con difficoltà motorie. Eppure sull'argomento ancora nessun segnale.
Anzi, una mozione (presentata dalla consigliera comunale Josefa Brugger della BürgerUnion) per la reintroduzione di almeno una linea d’autobus sul Corso, è stata ritirata. Quella mozione avrebbe dovuto almeno fungere da miccia per la ripresa del dibattito, ma nel consesso civico del 28 luglio vi è stata subito gettata sopra una secchiata d'acqua.
Certo l'argomento è spinoso, anche perché fra i banchi della giunta siedono tre membri – Nerio Zaccaria, Gabi Strohmer e Stefan Frötscher - che due anni fa avevano votato per bandire dal Corso gli automezzi, compresi quelli del trasporto pubblico. Tra l'altro Frötscher al tempo era assessore alla viabilità, competenza che i Verdi hanno voluto portare nel proprio alveo affidandola all’«esterna» Madeleine Rohrer. Una matassa piuttosto intricata, uno stagno mantenuto placido nel quale a rigettare il sasso è Carmelo Caccamo, ex consigliere Sasa (dal 2010 al 2013) che partendo dal Corso allarga il focus sulle relazioni tra azienda e Comune. In una nota, Caccamo (a nome del coordinamento per Alto Adige nel Cuore Merano) parla di «veloci rigurgiti di interesse per le problematiche del trasporto pubblico gestito da Sasa. Una mozione che chiedeva di ripristinare il transito dei bus in corso Libertà superiore è stata ritirata senza alcun pronunciamento di merito. Ci si aspettava chissà quale attenzione, stante il fatto che i Verdi avevano contrastato la soluzione di eliminare i bus dal Corso per far spazio a tavolini e bancarelle, con grave danno per il servizio di trasporto pubblico, danno che poi è stato constatato da tutti, tanto che gli stessi commercianti hanno chiesto di correre ai ripari con soluzioni impossibili e già bocciate dalla giunta Januth. Giunta che ha fatto poco niente per privilegiare il trasporto pubblico mediante la realizzazione di corsie preferenziali, o attuando limitazioni al traffico privato con il risultato di avere costanti ritardi nelle corse programmate». Non si sa ancora, prosegue l'ex consigliere di Sasa allargando il discorso, come si comporterà la giunta Rösch, «ma sappiamo di sicuro che non c’è tempo da perdere perché Sasa, società a capitale interamente pubblico di Bolzano, Merano e Laives, rischia di essere cancellata.
Da una parte le normative europee, dall’altra la vecchia ostilità della Provincia verso Sasa, possono portare alla perdita del più vecchio servizio pubblico gestito da una partecipata del Comune. Cioè corriamo il rischio che il servizio sia dato in appalto, alla libera concorrenza. Già il presidente Pagani ha denunciato questo rischio. Gli hanno fatto eco Gallo e della Ratta».
La domanda posta da Caccamo è se i meranesi ci sono e se ci sono cosa pensano di fare: «La soluzione sembra essere quella di costituire una società «in house», magari allargata ad una partecipazione della Provincia per dare legittimità all’operazione e per dare forza al servizio strategico del trasporto pubblico in Alto Adige. La legge presentata dall’assessore provinciale Mussner introduce le normative europee. Per cui, bando ai rigurgiti di interesse, e che la giunta di Merano faccia sapere come intende gestire questa problematica per la quale si rischia di «affondare» uno dei servizi più funzionali di cui la città dispone».

