BOLZANO. Tutto comincia da uno scaldaletto. Sembra banale, eppure la maggior parte dei divorzi e delle separazioni, parte da una cosa che sembrerebbe a prima vista sciocca. Come dimostra Lo Scarfalietto, una delle più divertenti commedie napoletane di Eduardo Scarpetta, in scena al Teatro Comunale di Bolzano dal 2 al 5 dicembre e poi in tournée in tutto l'Alto Adige fino al 15 dicembre. L'adattamento e la regia portano la firma di Geppy Gleijeses, il quale sarà sul palco insieme a Lello Arena e Marianella Bargilli. Scritta nel 1881 ed ispirata ad un'opera francese, ha il suo personaggio centrale in don Felice Sciosciammocca.
Sciosciammocca è maschera tra le maschere che ritorna costantemente nei lavori di Scarpetta e che riassume in sé tutti i caratteri fondamentali della commedia napoletana. La trama di questa esilarante commedia si snoda tra i continui e banali litigi di una giovane coppia di coniugi per uno scaldino, le peripezie di un vecchio libertino, le gaffes di un avvocato balbuziente e le disavventure di molti altri personaggi. A fianco di Gleijeses, per questo scoppiettante spettacolo, ci sarà uno dei comici migliori tra i grandi napoletani di questi anni, Lello Arena che, prima con Troisi e De Caro e poi autonomamente, ha percorso una strada che ha rinverdito i fasti del teatro all'ombra del Vesuvio.
"Secondo me è una delle commedie più divertenti che siano mai state messe in scena - ci dice Lello Arena -. Il pubblico ride talmente tanto che per noi è spesso difficile gestire le pause che ci impone. Dobbiamo tirare avanti, ma non è sempre facile. Ridono tutti, da Napoli a Padova, dove eravamo in questi giorni. La lingua è comprensibile a tutti, c'è solo qualche coloritura in napoletano. Il pubblico si rende conto che autore e attori si prendono cura di lui. Quanto a Scarpetta è stato un innovatore del teatro".
Che cos'ha in più o di diverso la comicità napoletana?
"Non direi niente in più. A me piace molto la comicità milanese o quella veneta. Di diverso quella napoletana ha le tradizioni, le radici. La comicità milanese è moderna, quella napoletana è classica".
Anche oggi ci si separa per uno scaldino, anzi per ragioni ancora più banali. E' qui la modernità di Scarpetta?
"Per l'epoca era rivoluzionario, oggi è attuale. E' l'analisi di una coppia cafona, neoarricchita. Lui ha un padre che vendeva baccalà, lei ha ereditato un palazzo. Sono degni uno dell'altro. Scarpetta ha avuto una felice intuizione e ha toccato un tema che forse sarà sempre attuale".
Qual è il meccanismo teatrale e drammaturgico per il quale il pubblico ride?
"Il pubblico ride perchè quello di Scarpetta è un meccanismo perfetto, una macchina teatrale infallibile. Sembra che la commedia sia stata scritta apposta per questo, per fare ridere. Anche se fa riflettere, pone degli interrogativi".
Dopo il teatro tornerà in televisione?
"In gennaio Mediaset mette in onda la fiction che abbiamo finito di girare, che ancora non ha un titolo preciso, ma noi la chiamiamo La famiglia Gambardelli".

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