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SOLDA. Tragedia in montagna, nel primo pomeriggio di ieri. Un alpinista di 39 anni, Norbert Rabanser, di Campodazzo (nel comune di Renon) ha perso la vita sulle pendici dell’Angelo Grande, nel gruppo dell’Ortles. Una scivolata ed un volo di 200 metri che non hanno lasciato scampo al 39enne che da anni operava nei vigili del fuoco volontari del suo paese. L’incidente è accaduto intorno alle 14.30, quando Rabanser, insieme alla sua compagna, era intento alla fase di discesa dalla cima posta a 3.521 metri di quota.
Come racconta il capo del soccorso alpino di Solda, Olaf Reinstadler, «i due alpinisti si trovavano circa 300 metri sotto la vetta, quando camminando lungo una cresta, l’uomo è scivolato, ha perso l’equilibrio, finendo per duecento metri in un ghiaione sottostante».
Immediato l’allarme lanciato dalla compagna al 115, ma purtroppo per Rabanser non c’era più nulla da fare. Troppe le lesioni, anche alla testa, dovute allo schianto del corpo sui sassi. Nell’estate altoatesina si tratta del morto in montagna numero 19. Questa volta si può parlare di fatalità. Norbert Rabanser non era a digiuno di alpinismo. «Era equipaggiato nel modo giusto ed anche il percorso che è stato fatto è quello classico di questa stagione, compreso il fatto che il ghiacciaio si è ritirato e quindi si riesce ad arrivare in vetta anche passandoci a lato», ancora Olaf Reinstadler.
Appena lanciato l’allarme sul posto si è recata una squadra del soccorso alpino di Solda, guidata proprio da Reinstadler e portata sul posto dall’elicottero Pelikan2. Purtroppo ai soccorritori non è rimasto altro da fare che recuperare il corpo e portarlo a valle, insieme alla compagna di Rabanser, visibilmente sotto choc. La salma è stata poi ricomposta nella cappella mortuaria di Silandro. Attivata anche l’assistenza spirituale. I rilievi di legge sono stati fatti dai carabinieri della stazione di Prato allo Stelvio.
Per la coppia partita di primo mattino doveva essere una splendida giornata tra le montagne del gruppo dell’Ortles. Dal rifugio Serristori seguendo il percorso Reinstadler si sale rapidamente su pendii rocciosi, incontrando alcuni tratti attrezzati con cordino, fino a raggiungere la cresta e da lì si sale fino alla vetta. L’escursione richiede sicurezza nel passo e buone condizioni fisiche, anche se l’itinerario ormai non è più su ghiaccio, proprio per il ritirarsi del ghiacciaio stesso. Tutte qualità che aveva Norbert Rabanser, ma la fatalità gioca sempre un ruolo impotante ed a volte non lascia scampo. Come è stato il caso di ieri.
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