BOLZANO. Giornata in chiaroscuro per l’ormai ex presidente provinciale del Cai Giuseppe Broggi: la buona notizia è che ha restituito con tre giorni di anticipo i 20 mila euro di ammanco dovuti all’associazione, mentre quella cattiva è che dovrà giustificarsi anche dall’accusa di aver inviato o presentato email fasulle legate alla richiesta di contributi. Nel frattempo la Procura, a seguito di una segnalazione, ha deciso ieri di effettuare i «primi accertamenti preliminari» per capire se ci sono o meno le condizioni per procedere d’ufficio.

Per quanto attiene le email fasulle ne sarebbe stata esibita una contraffatta (con l’indirizzo falsificato) di un dirigente della Cassa di Risparmio, che ora sta valutando se presentare o meno denuncia. Il fatto, indubbiamente grave, è stato discusso ieri in seno al cda della banca, che ha preso posizione e incaricato il direttore generale Calabrò di fare tutte le verifiche del caso, a tutela dell’immagine dell’istituto di credito. «La Cassa di Risparmio di Bolzano - questa è la breve nota diffusa ieri - dichiara che la mail presentata dal dimissionario presidente del Cai Broggi, che indicherebbe l'esistenza di richieste di contributi a favore del Cai per il 2014 e che apparirebbe come inviata da un indirizzo elettronico della Cassa di Risparmio, non risulta essere stata processata dai sistemi informatici della Cassa stessa ne tanto meno mai prodotta. Il Cai negli ultimi 5 anni non ha presentato richiesta di contributi. Il cda ha dato mandato al direttore generale di intraprendere tutte le iniziative a tutela della banca».

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