BOLZANO. «Costruiamoci questo finale di campionato. Un nuovo campionato». L'Alto Adige di mister Pellegrino esordisce oggi nel posticipo di Ferrara, il primo dei sette appuntamenti che i biancorossi avranno per cercare di sfuggire ai playout. Un obiettivo che già fino a ieri pareva difficile e che è stato, se possibile, reso ancora più proibitivo dalla vittoria dello Spezia, che ha portato a 35 punti l'asticella della sest'ultima in classifica, la posizione che permette di poter andare in vacanza molto presto al termine del campionato. Situazione che mette alle spalle al muro la truppa altoatesina, chiamata a fare punti stasera per continuare a sperare.
«E' chiaro - prosegue il mister - che la situazione dal punto di vista pratico si è fatta delicata, oltretutto anche per il nome delle formazioni sulle quali dobbiamo mirare l'inseguimento. In ogni caso la squadra ha il compito di guardare partita dopo partita, cercando di recuperare certezze in vista di quella che potrebbe essere una partecipazione ai playout. Abbiamo il dovere di provarci, questo non significa che non bisogna ammettere che non sarà facile».
Il mister siciliano non può dire di essere giunto nel momento migliore possibile. Fra squalifiche e infortuni la composizione della formazione è stata un rebus, soprattutto in una difesa che vede ben quattro elementi ai box - Mirri, Kiem, Traorè, Cascone - e uno in dubbio, Franchini. Alla fine il milanese giunto a gennaio ce la dovrebbe fare, formando una coppia inedita al centro del reparto con Nazari, con Martin e il rientrante Brugger sulle fasce.
«Ho fiducia - ci ragguaglia il mister - nel recupero di Franchini, fino a poche ore prima della partita non avremo nessuna certezza. Sarà decisiva la rifinitura. Un suo utilizzo mi permetterebbe di lasciare Odibe davanti alla difesa, fattore che reputo importante nel nostro modulo».
Già, il modulo. Alla fine Pellegrino ha confermato quello che era stato il suo intendimento iniziale, affidarsi a un 4-3-3 non molto distante da quello utilizzato da Sebastiani. Le novità sono nella chiave offensiva che l'utilizzo di Fischnaller, Campo, El Kaddouri e Marchi contemporaneamente potrebbero offrire.
«Il taglio è chiaramente offensivo e dovremo essere bravi a trovare l'equilibrio necessario. Comunque è importante che ci abituiamo a un certo tipo di mentalità, da fare nostra da qui alla fine».
A inizio settimana le scelte di oggi erano abbastanza nell'aria, semmai ha un po' stupito l'accantonamento di Sorrentino.
«Io devo guardare al breve termine, a coloro che mi danno garanzie al 110%, per questo reputo più idonea la scelta di Marchi in un contesto dove abbiamo già molti uomini di movimento ma privi di fisicità».
Pellegrino passa poi ad analizzare questi primi giorni in biancorosso.
«E' stata una settimana intensa ma positiva. Ho trovato disponibilità in tutti e voglia di rialzarsi. Ribadisco che aldilà dell'inseguimento al sest'ultimo posto reputo importante iniziare a regalarci certezze che ci possano portare ad affrontare al meglio questa operazione salvezza».
Ma questi saranno momenti particolari anche per Pellegrino. Con quale spirito riprende il contatto con la panchina?
«Con la massima tranquillità e senza particolari tensioni. So di avere un'opportunità per lavorare in un posto dove dovrò occuparmi delle sole cose di campo, che è già un fattore importante se vado a guardare le ultime mie esperienze. Credo che l'aspetto fondamentale sarà far ritrovare serenità e consapevolezza dei propri mezzi a un gruppo che li ha smarriti cammin facendo».
Intanto però, i risultati di ieri hanno dato un colpo alle già flebili speranze d'evitare i playout. Ancora più chiaro è il fatto che non far punti questa sera a Ferrara vorrebbe dire poter già iniziare a preparare gli spareggi salvezza.

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