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BOLZANO. Dopo la promozione in serie C1, per l’Alto Adige arriva subito un regalo: «La Provincia - così il presidente della giunta Luis Durnwalder - ha già stanziato 11 milioni per la costruzione del nuovo stadio in zona Galizia a Laives, ma come al solito dobbiamo aspettare il Comune: manca infatti ancora la variazione al piano urbanistico».
Walter Baumgartner, presidente dell’Alto Adige, spera che i lavori possano iniziare nel 2011: «Se tutto andrà bene - dice - allora entro quest’anno dovremmo riuscire a chiudere tutte le pratiche burocratiche per partire poi col cantiere vero e proprio».
Esulta anche il mondo economico. Stefan Pan, neopresidente di Assoimprenditori e futuro “vicino di casa” dell’Alto Adige (la sua impresa ha sede a Laives) parla di esempio da seguire: «Abbiamo ottenuto la promozione nel calcio, adesso deve fare lo stesso l’economia. Questa vittoria sportiva ci insegna che se si fa gioco di squadra, allora non ci sono limiti e si può raggiungere qualsiasi risultato».
Il direttore di Alto Adige Marketing Christof Engl valuta invece le ricadute a livello di immagine: «Un bello spot per l’Alto Adige, visto che siamo riusciti a portare il nostro nome così in alto: è un’altra storia di successo targata Alto Adige, e gli italiani che seguono lo sport ora sanno che quelli della montagna sono bravi anche a giocare a calcio». Engl invita comunque a mantenere i piedi per terra: «Il successo dell’Alto Adige ci riempie tutti d’orgoglio, ma per ora siamo in C1, non in Serie A. La visibilità che avremo sui grandi media nazionali, compresi i quotidiani sportivi, non sarà enorme, se non nelle altre città che si trovano nella stessa categoria dell’Alto Adige. Ma io ritengo più importante l’immagine positiva che diamo con questa promozione: l’Alto Adige è conosciuto per i suoi campioni dello sci, dello slittino e degli sport invernali in genere. Con il salto di categoria di una squadra di calcio dimostriamo di essere capaci di costruire qualcosa anche in un settore che non è certo uno dei nostri punti di forza. Come ci siamo riusciti? Puntando sui valori tipici della nostra gente, quelli che in Italia tutti ci riconoscono: il lavoro, l’affidabilità, la buona organizzazione. Ancora una volta abbiamo fatto vedere che con l’impegno e la dedizione possiamo arrivare a raggiungere dei traguardi che altri non ci riterrebbero capaci di ottenere».
L’Alto Adige ora si aspetta qualche mano dagli sponsor e dalla politica. Durnwalder La società ha dimostrato di essere gestita in maniera competente sia a livello sportivo che a livello societario. Noi siamo sempre stati convinti della possibilità di vincere il campionato e continueremo a sostenere l’Alto Adige anche in futuro». Scelta giusta? «Credo di sì - risponde Engl - perché ora vediamo che l’investimento dà i frutti sperati. Arriveranno più turisti in Alto Adige? Non credo che aumenteranno le presenze perché abbiamo una squadra che gioca in serie C, ma sono convinto che il ritorno d’immagine avrà in ogni caso delle ricadute positive per la nostra terra».


