CALDARO. Il conto è salato: 148 mila euro. Il Comune di Caldaro sta cercando di capire come affrontare la «grana» sia dal punto di vista giuridico che per quanto riguarda il reperimento dei fondi. L'altra sera Irene Hell, capogruppo della Dorfliste, ha sollevato il caso in consiglio comunale accusando la giunta di non sapere gestire la cosa pubblica in maniera efficiente. Al centro della vicenda un accordo che risale al 1994, quando i Comuni di Appiano, Caldaro, Terlano, Andriano trovarono un accordo sulla costruzione dell'impianto di compostaggio. L'intesa prevedeva che fosse Appiano a costruire e gestire. Venne fatto un protocollo di intesa di cui la giunta di allora prese atto. «Il problema – spiega ora l'assessore di Caldaro Helmuth Ambach – è che poi non c'è stata alcuna delibera. Anche se i protagonisti di allora ricordano perfettamente l'accordo e il relativo protocollo». Sono passati gli anni e nel frattempo all'impianto di compostaggio sono stati fatti una serie di lavori di ampliamento e adeguamento alle nuove normative. Il conto complessivo recapitato al Comune di Caldaro ammonta a 318 mila euro. «Per quanto riguarda le opere fatte dopo il 2002 non ci sono problemi – assicura Ambach – perché ci sono tutte le delibere e abbiamo già previsto di dover pagare 170 mila euro. Il nodo oggi è rappresentato dalla prima tranche, ovvero quei 148 mila euro che, intendiamoci, sono sicuramente dovuti, ma per pagarli, se vogliamo evitare di avere problemi con la Corte dei conti, dovremmo avere in mano una delibera». Data la situazione come intendete uscirne?

«Dopo aver ricostruito attraverso la documentazione dell'epoca la vicenda, non rimane altro da fare che chiedere un parere legale al Consorzio dei Comuni».

Una volta stabilito che quei soldi sono dovuti come pensate di trovarli?

«Non lo so: 148 mila euro sono tanti per tutti di questi tempi. Da qualche parte li troveremo».

Come mai Appiano ha impiegato quasi vent'anni per mandarvi il conto? «Perché le opere sono state finanziate anche con contributi pubblici e solo di recente sono stati fatti i conti e ripartite le spese in base alla divisione concordata nel 1994. La questione è molto delicata e noi non abbiamo nulla da recriminare all'amministrazione di Appiano. A questo punto dobbiamo solo cercare il modo migliore per uscire dall’impasse».

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