CALDARO. Il consiglio comunale di Caldaro ha votato la revoca dell'assessore Robert Sinn (dimessosi dalla Svp), in una riunione frenetica, che ha tenuto tutta la giunta impegnata per oltre due ore. Al termine della votazione il risultato parla chiaro: undici si sono detti a favore della revoca, tre i contrari e due sono state le astensioni, mentre i tre rappresentanti della Dorfliste di Caldaro hanno lasciato l'aula. Il voto su Sinn è arrivato al termine di un contrasto tra lo stesso assessore e alcuni suoi colleghi (ormai ex) di partito. Sinn, infatti, aveva attaccato, circa un mese fa, il sindaco Gertrud Benin, il vice Werner Atz e l'Obmann locale Raimund Fill, accusandoli di aver utilizzato il denaro pubblico per progetti non particolarmenre significativi, come la realizzazione di un campo in erba sintetica, anziché utilizzarli per mettere in sicurezza le acque del lago. Harald Weis, della Dorfliste, il maggior partito di opposizione, che come detto si è assentato durante la votazione relativa a Sinn, commenta: «Noi siamo voluti uscire perché non ci interessa partecipare a quelle che sono, a nostro avviso, decisioni interne alla Svp. Si tratta di una giunta praticamente monocolore e queste scelte le dovrebbero fare come partito». Weis si concentra anche sul voto del consigliere italiano Lino Seppi di Insieme per Caldaro, fondamentale per arrivare alla maggioranza: «Il suo voto è stato decisivo per l'allontanamento». Si è discusso anche della mozione portata avanti proprio dagli esponenti della Dorfliste, che chiedevano il riconoscimento giuridico delle unioni civili da parte del Comune. Nel dibattito, anche in questo cas acceso, i tre promotori si sono scontrati con lo scetticismo dei colleghi. Il sindaco Gertrud Benin ha chiesto che il provvedimento sia oggetto di studio da parte di un'apposita commissione e questo ha provocato la reazione da parte dei tre rappresentanti della Dorfliste, che temono che l'argomento in questo modo venga messo da parte. Irene Hell e Heidi Egger, le altre due esponenti del partito, hanno interrogato il sindaco sui tempi che il lavoro della commissione avrebbe preso, sentendosi rispondere che un argomento come questo può richiedere alcuni mesi di analisi. «Il tempo per informarsi c'era già – spiega Weis – e loro, che a quanto pare non conoscono bene l'argomento, avrebbero potuto farlo». Il risultato della seduta era comunque nell'aria, come spiega lo stesso Weiss: «Avevamo capito che si sarebbe arrivati a questo punto durante i colloqui che abbiamo avuto nei giorni scorsi. Ci sembra chiaro, quindi, che il consiglio attenda le decisioni che verranno prese in Parlamento, a Roma, per poi adeguarvisi e non dover prendere in autonomia e a livello locale una decisione del genere». Il giudizio del rappresentate della Dorfliste è comunque positivo: «Abbiamo portato una mozione in consiglio – conclude – e questo è comunque un buon risultato, perché la mozione non è sparita e prima o poi dovranno dire la loro».

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