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BADIA/GARDENA. Mentre in consiglio comunale a Badia si discute sulla migliore collocazione, con in ballo diverse soluzioni “per frazione”, della nuova scuola di musica, resa ormai necessaria anche per il costante incremento del numero degli iscritti, con una sua recente delibera la giunta provinciale ha deciso l’accorpamento amministrativo delle scuole di musica della Val Gardena e della Val Badia sotto l’egida dell’Intendenza scolastica tedesca. Tutto ciò contro la logica della tutela delle minoranze che le vedrebbe inserite di diritto, come iniziative scolastico culturali ladine, nella giurisdizione dell’Intendenza scolastica ladina e anche contro i pareri, richiesti sia in via preventiva che espressi a posteriori, dei direttori delle due istituzioni scolastiche valligiane della Badia e della Gardena. Su questo tema, che riporta sul tavolo anche il discorso del diritto di autotutela delle minoranze, non ha mancato di far sentire la sua voce anche il movimento dei Ladins Dolomites che attraverso il suo esponente Albert Pizzinizi afferma: «E’ una decisione che ci lascia davvero sconcertati, negando in primo luogo il buon senso amministrativo ma soprattutto l’esigenza costituzionalmente riconosciuta di tutela delle minoranze linguistiche, che non mette neppure in discussione l’assoggettazione della due scuole all’Intendenza scolastica ladina».
Il movimento dei Ladins Dolomites individua nell’assessore provinciale ladino Florian Mussner uno fra i primi responsabili del provvedimento: «É evidente - prosegue infatti Pizzinini - come ci sia qualcuno che non voglia l’unità delle istituzioni culturali ladine e come al solito l’assessore provinciale alla scuola e cultura ladina, Florian Mussner, si trova assente quando si tratta di difendere le questioni ladine di principio, avvallando sempre la linea di pensiero Svp dell’assimilazione della minoranza ladina. A poco giovano i risultati del censimento se poi viene attuata una politica del genere, ma forse sono proprio questi risultati che hanno messo paura».
La teoria dei Ladins Dolomites sostiene infatti che la dichiarazione anonima abbia liberato i ladini dai timori di penalizzazioni derivanti dalla proporzionale etnica ed essi chiedono pertanto di rivedere la decisione e permettere il passaggio delle scuola di musica ladine all’Intendenza scolastica ladina per la tutela della minoranza linguistica come previsto dalla Costituzione. «Non c’è credibilità - conclude Pizzinini - per chi, come la Svp, va a Roma a trattare invocando la tutela delle minoranze e poi a casa sua si ripropone nella stessa maniera despota e accentratore riguardo alle minoranze al suo interno».
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