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BOLZANO. «Abbiamo fatto tutto quello che si fa in un'azienda seria». E' l'unica indicazione giunta ieri dal dottor Putzer, responsabile del personale della ditta «Progress», in relazione alla tragedia che è costata la vita a Franz Lintner, il giovanissimo autista della betoniera precipitata in un dirupo per oltre 300 metri mentre trasportava dieci metri cubi di calcestruzzo al Maso Buchner, a circa mille metri di quota tra Laives e Monte San Pietro. I responsabili dell'azienda specializzata nella produzione di materiale per l'edilizia non parlano.
«Siamo in lutto», puntualizzano prima di chiudere la comunicazione. Saranno comunque loro i primi ad essere sentiti dal sostituto procuratore Igor Secco che ha aperto un'inchiesta sulla tragedia. L'impressione netta è che non potrà essere archiviato tutto con un semplice richiamo alla sfortuna o alla fatalità.
In questa vicenda che ha portato a morte orribile un giovane di 21 anni ci sono certamente responsabilità di terzi, per lo meno come conseguenza di una sottovalutazione dei problemi di sicurezza legati al passaggio di camion pesantissimi (come una betoniera) su una strada forestale priva di protezioni. Ma il pubblico ministero Igor Secco intende in primo luogo verificare la formazione professionale fornita al giovane autista prima di metterlo alla guida di una betoniera su una strada così pericolosa. Ieri i risultati dell'autopsia, effettuata dal dottor Guido Mazzoleni all'ospedale di Bolzano, ha potuto escludere che il giovane sia rimasto vittima di un malore. Franz Lintner, dunque, era in condizioni fisiche normali al momento della tragedia. Gli accertamenti necroscopici hanno potuto anche escludere che fosse alla guida del camion sotto gli effetti di sostanze stupefacenti. Per avere indicazioni sull'eventuale presenza di tracce di alcol nel sangue sarà necessario invece attendere ancora qualche giorno. Chi conosceva Franz Lintner esclude però categoricamente anche questa ipotesi.
Dunque i casi sono due: o il giovane autista ha pagato con la vita un proprio errore alla guida (cosa molto improbabile visto che la strada stretta ed impervia non permette certo scelte particolari nella conduzione di un camion) oppure un pezzo di strada (il tratto di carreggiata che costeggiava il dirupo) ha ceduto al passaggio del camion. In effetti ieri pomeriggio il sostituto procuratore Secco ha sequestrato il tratto di strada ove il camion si è rovesciato nella scarpata.
Sul restante tratto di 3-4 chilometri è in vigore da ieri un'ordinanza del sindaco di Laives Liliana Di Fede che vieta a tempo indeterminato il transito di ogni mezzo. Saranno i periti, a questo punto, a dare indicazioni precise alla magistratura. La strada è privata ma è sempre stata gestita dall'Ispettorato Forestale Bolzano 1 di cui è direttore Martin Schöpf. Proprio a seguito della necessità di permettere il transito dei camion diretti al cantiere di Maso Buchner, la strada era stata sistemata ed allargata di recente. «Ha fatto tutto la Forestale» ha puntualizzato il sindaco di Laives già poche ore dopo la tragedia. Anche su questo punto il magistrato inquirente dovrà andare sino in fondo. Si dovrà chiarire ad esempio se la strada fu collaudata (ben sapendo che sarebbero transitati camion molto pesanti), se vi fu una adeguata valutazione tecnica, se fu coinvolto un professionista adeguato (dunque un ingegnere) prima di dare il via libera. Ieri sera il Pm Igor Secco ha anche disposto il sequestro dei rottami della betoniera ancora in fondo al dirupo. La ruota anteriore destra è bucata. Altro lavoro per i periti.
«Siamo in lutto», puntualizzano prima di chiudere la comunicazione. Saranno comunque loro i primi ad essere sentiti dal sostituto procuratore Igor Secco che ha aperto un'inchiesta sulla tragedia. L'impressione netta è che non potrà essere archiviato tutto con un semplice richiamo alla sfortuna o alla fatalità.
In questa vicenda che ha portato a morte orribile un giovane di 21 anni ci sono certamente responsabilità di terzi, per lo meno come conseguenza di una sottovalutazione dei problemi di sicurezza legati al passaggio di camion pesantissimi (come una betoniera) su una strada forestale priva di protezioni. Ma il pubblico ministero Igor Secco intende in primo luogo verificare la formazione professionale fornita al giovane autista prima di metterlo alla guida di una betoniera su una strada così pericolosa. Ieri i risultati dell'autopsia, effettuata dal dottor Guido Mazzoleni all'ospedale di Bolzano, ha potuto escludere che il giovane sia rimasto vittima di un malore. Franz Lintner, dunque, era in condizioni fisiche normali al momento della tragedia. Gli accertamenti necroscopici hanno potuto anche escludere che fosse alla guida del camion sotto gli effetti di sostanze stupefacenti. Per avere indicazioni sull'eventuale presenza di tracce di alcol nel sangue sarà necessario invece attendere ancora qualche giorno. Chi conosceva Franz Lintner esclude però categoricamente anche questa ipotesi.
Dunque i casi sono due: o il giovane autista ha pagato con la vita un proprio errore alla guida (cosa molto improbabile visto che la strada stretta ed impervia non permette certo scelte particolari nella conduzione di un camion) oppure un pezzo di strada (il tratto di carreggiata che costeggiava il dirupo) ha ceduto al passaggio del camion. In effetti ieri pomeriggio il sostituto procuratore Secco ha sequestrato il tratto di strada ove il camion si è rovesciato nella scarpata.
Sul restante tratto di 3-4 chilometri è in vigore da ieri un'ordinanza del sindaco di Laives Liliana Di Fede che vieta a tempo indeterminato il transito di ogni mezzo. Saranno i periti, a questo punto, a dare indicazioni precise alla magistratura. La strada è privata ma è sempre stata gestita dall'Ispettorato Forestale Bolzano 1 di cui è direttore Martin Schöpf. Proprio a seguito della necessità di permettere il transito dei camion diretti al cantiere di Maso Buchner, la strada era stata sistemata ed allargata di recente. «Ha fatto tutto la Forestale» ha puntualizzato il sindaco di Laives già poche ore dopo la tragedia. Anche su questo punto il magistrato inquirente dovrà andare sino in fondo. Si dovrà chiarire ad esempio se la strada fu collaudata (ben sapendo che sarebbero transitati camion molto pesanti), se vi fu una adeguata valutazione tecnica, se fu coinvolto un professionista adeguato (dunque un ingegnere) prima di dare il via libera. Ieri sera il Pm Igor Secco ha anche disposto il sequestro dei rottami della betoniera ancora in fondo al dirupo. La ruota anteriore destra è bucata. Altro lavoro per i periti.


