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BOLZANO. «Maledetto il decreto Salva-Italia del Governo Monti. Maledetta la liberalizzazione che permette tutto, spazza via orari e regole, fa un gran favore alle grande distribuzione ed alle multinazionali e finirà con lo spazzare via, con un solo colpo di spugna, il commercio locale». I vertici dell’Unione commercio, i sindacati Cgil, Cisl e Uil insieme all’associazione delle famiglie, alla Caritas ed alla Chiesa combattono come possono - al momento con poche armi spuntate - contro le domeniche aperte. Lo fanno con adesivi da attaccare alle vetrine dei negozi per spiegare in poche righe il perchè di una scelta sempre più necessaria per non morire: «Caro cliente tengo chiuso perchè per me domenica significa riposo, famiglia, tradizione». Walther Amort, Dieter Steger e Dado Duzzi ricordano che alcune settimane fa la Corte costituzionale ha annullato la legge provinciale sul commercio n. 7/2012 che ha distrutto all’istante la base giuridica necessaria per la programmazione delle aperture domenicali e festive da parte della giunta.
«L’imprenditore oggi può far quel che vuole col risultato che la grande distribuzione sta cannibalizzando il settore del commercio al dettaglio, che mai come adesso risulta abbandonato a sé stesso».
L’Unione chiama a raccolta i negozianti tutti e li richiama all’unità. Sugli adesivi che saranno attaccati alle vetrine poche parole e molto chiare. «Chiudiamo la domenica perchè rispettiamo il tempo libero dei nostri collaboratori. Rispettiamo il valore della famiglia. Crediamo che, almeno di domenica, i bisogni delle persone vengano prima di tutto. Speriamo che lei, caro cliente, comprenda e condivida le esigenze della nostra azienda familiare». L’Unione fa però molto altro. «Sì - spiegano i vertici - adesso che abbiamo un nuovo Governo combatteremo con tutta la forza che abbiamo per far cancellare l’articolo 31 del decreto Salva-Italia. Tutti devono sapere che la liberalizzazione e le grandi catene con la loro forza spazzeranno gli altri commercianti che non hanno la possibilità di aprire sette giorni su sette con orario continuato. Dietro la logica delle domeniche aperte c’è molto di più. C’è l’obiettivo unico di fidelizzare il cliente ed abituarlo ad entrare solo in determinati negozi che trova sempre a disposizione, piuttosto che in altri. E’ anche per questo che ci dobbiamo difendere. Vogliamo ricordare a tutti i clienti che sono fondamentali per aiutarci a combattere questa battaglia. Se loro non entreranno di domenica nei negozi aperti noi ci salveremo. Altrimenti sarà il disastro per tutti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


