BOLZANO. Mesi di telefonate, richieste, solleciti, rinvii, email, rimpalli tra uffici, fatto sta che nonostante un’ordinanza di giugno del presidente Kompatscher lo consenta, al campo Coni di atletica a Santa Geltrude il Comune finora non ha riaperto né spogliatoi né docce. Società di atletica in panne, soprattutto non si capisce perché in altri impianti comunali, tipo i campi da calcio di via Resia, spogliatoi e docce siano aperti da inizio estate. Al campo Coni si accede tramite tornello solo se dotati di tessera valida della Fidal e gli atleti possiedono il Green pass, quindi perché tergiversare?

In Comune - e anche in Provincia - sono piovute email sin da giugno. «Nonostante l’ultima ordinanza provinciale consenta di aprire spogliatoi e docce (ai possessori di green pass) questo non verrà fatto al campo Coni fino a settembre, per motivi di mancanza di personale e di problemi di privacy con il Coronapass, che non può essere controllato dai due custodi».

Gli atleti, si scriveva, credono che lo sport vada incentivato il più possibile per tornare a una situazione normale dopo quanto passato causa virus. Già a giugno si chiedeva alla Provincia di intervenire per riuscire a sbloccare questa situazione, ritenuta assurda, facendo ripristinare al 100% le funzionalità di tutti gli impianti sportivi, spogliatoi e docce comprese. A giugno si era in pieno periodo agonistico per l’atletica leggera (e quindi gli allenamenti erano fondamentali) e non tutti gli atleti avevano la possibilità dopo gli allenamenti di tornare a casa per cambiarsi e farsi la doccia.

Ma scrivere all’assessorato allo sport era risultato inutile: “Comunichiamo che attualmente non siamo in grado di garantire l’apertura docce e spogliatoi in quanto abbiamo problemi di personale”. Il Comune dava però da sperare: “Sarà nostra cura trovare una soluzione in settembre”.

A inizio settembre, gli atleti riscrivono. Vengono rimbalzati dall’assessorato all’ufficio sport, cui spetta la gestione degli impianti. Dal quale si risponde: “L’amministrazione comunale deve ancora valutare la possibilità dell’apertura delle docce/spogliatoi in quanto al campo abbiamo nove società che si allenano contemporaneamente e questo comporterebbe un grande affollamento di atleti, anche perché le docce sono veramente piccole e dovremmo anche disabilitare l’utilizzo di una doccia in funzione a causa delle norme Covid: distanziamento ecc. Per cui, al momento, docce e spogliatoi rimarranno ancora chiusi”.

Per eventuali dettagli/sviluppi, si chiude, “ci si può tranquillamente informare direttamente dal personale di servizio a Santa Geltrude”. Gli atleti allora si rivolgono ripetutamente al personale in servizio, ma questo consiglia di rivolgersi agli uffici, “in quanto non a conoscenza delle decisioni che vengono prese”.

A quel punto, a fine settembre, con un’altra email si chiede una tempistica definita. La risposta è questa: “Al Palaresia abbiamo completamente un’altra situazione, ci entrano solo associazioni in orari stabiliti e non come al campo Coni anche singoli atleti e soprattutto sempre più società che sono in presenza in contemporanea”. Appena si sarà presa una decisione però, il Comune la comunicherà. Così si conclude. Poi, più nulla.

Intanto, nelle scorse ore è accaduto quanto segue: gli atleti hanno parlato col custode del campo, il quale ha comunicato che è stato effettuato un sopralluogo da parte dei tecnici incaricati dal Comune, che relazioneranno sulle misure da adottare per la riapertura (stando a quanto anticipato non si potranno lasciare indumenti negli spogliatoi e si potranno usare 4 docce su 6). Secondo il custode la riapertura dovrebbe avvenire alla fine della prossima settimana o quella successiva. Sta di fatto, commentano gli atleti, che queste valutazioni potevano essere effettuate 4 mesi fa. DA.PA