Bolzano. Günther Stecher sulla terrazza di palazzo Campofranco, i fratelli Marchesini nel "Bosco incantato", il cortile del Gingko Biloba. Il primo, fondatore di una società di catering, la Opus di Appiano, avrà il nuovo ristorante. Claudio e Alessandro, titolari del bar Domino, storico locale di piazza Walther, apriranno il bistrot, tra gli alberi della corte e l'affaccio su vicolo Parrocchia. Ecco cosa accadrà nel Palais una volta conclusa la riqualificazione. Ma ecco, pure, come cambierà la piazza. E dunque il centro storico. Perché sarà attraversato come da una scossa quando si accenderanno le luci sul terrazzo e nei negozi al piano di sotto.

«Novembre è una data plausibile per chiudere il cantiere ma è probabile che sarà a dicembre» dicono i progettisti. «Riuscire ad avviare bar e cucine entro Natale sarebbe un bellissimo regalo» aggiungono i due prossimi protagonisti della rivoluzione ristorativa. Che è in fondo tale, anche per la ragione che lì vicino, ma proprio attaccato al palazzo, anche il Kaiserkron si appresta a cambiare dopo la decisione dello chef stellato e dei gestori, i Wieser, di aprire un nuovo locale di alta cucina nel parco dell'hotel Luna. Erano mesi che Michael Kompatscher, ad della società dei conti Kuenburg proprietari del Palais, stava tessendo la rete dei contatti per trovare i candidati possibili per i due punti bar-ristorante all'interno del progetto riqualificativo. «La questione più delicata - aveva ammesso qualche settimana fa il manager - è individuare il target dell'offerta culinaria. Se troppo alta rischia di non trovare massa critica, se troppo bassa, di confondersi tra le molte esistenti». Diverso lo scenario per il bistrot che deve offrire da mangiare ma soprattutto costituire un punto di riferimento per soste brevi, aperitivi, appuntamenti serali tra gli alberi del cortile. In questo, la proposta dei fratelli Marchesini che hanno il polso della clientela del centro e vengono da anni di consuetudine alla qualità, è parsa subito quella più aderente all'idea di bistrot contemporaneo. A sua volta, Günther Stecher sta predisponendo il suo piano industriale per il ristorante. Certo, anche questo locale godrà di una posizione straordinariamente attrattiva: una terrazza neobarocca che guarda dal di sopra la piazza e il campanile del Duomo e che è stata ristrutturata aggiungendovi una lunga vetrata supportata da strutture in acciaio. La terrazza si potrà raggiungere dall'interno del cortile attraverso una scala a fianco della struttura edificata. Stecher non è nuovo a sfide imprenditoriali coraggiose. La sua Opus catering che opera per Redbull o MotoGp e si muove fornendo prodotti e servizi nell'ambito della ristorazione in numerosi eventi sportivi. La proposta culinaria dovrebbe collocarsi ai piani alti dell'offerta bolzanina ma senza mirare alle stelle delle grandi guide. Su un terreno che la qualifichi rispetto agli altri ristoranti del centro soprattutto nei particolari ma puntando ad una clientela anche giovane nonchè turistica. Una via stretta, ma che sia Stecher che Kompatscher sono convinti di poter percorrere. Così come i fratelli Marchesini. Una sfida tra intelligenze imprenditoriali quella che si è aperta al Palais, oltreché di cucine. Perchè sarà importante puntare alla clientela giusta. I due locali, peraltro, sono complementari, nel senso che non è «previsto che si pestino i piedi» come hanno subito immaginato i committenti del progetto. Che costerà alla fine 20 milioni ma che poterà in centro aria nuova, oltre a 15 punti vendita nei piano sotto terra. E un ascensore che, finalmente, collegherà il garage della piazza. P.CA.