BOLZANO. Pd in ordine sparso sull’ipotesi di Durnwalder candidato sindaco. E non sono i soli. La politica bolzanina si divide. C’è chi, come gli ecosociali, ha deciso che sia una boutade e aspetta che si sgonfi da sola e chi, come Sandro Repetto (Pd), ci ragiona e la contrasta, «perché in politica non c’è nulla di più pericoloso che sottovalutare i fenomeni. Con un personaggio come Durnwalder è meglio non scherzare». Dal Pd, partner principale della Svp, non è uscita alcuna presa di posizione ufficiale. Il risultato sono opinioni a ruota libera. Carlo Costa per primo ha bocciato senza appello l’ipotesi Durnwalder e ieri ha ribadito: «Per il Pd è un tema che non esiste». Di tenore molto diverso le parole invece della segretaria Liliana Di Fede. Prima premette «non è il momento di fare i nomi, il Pd vuole arrivare alle comunali partendo dal programma e ci saranno le primarie», poi fa una netta apertura: «Durnwalder ha dimostrato capacità amministrative, ha fatto del bene alla nostra terra e troverebbe molto consenso. Ha commesso anche errori, ma in 25 anni è naturale...». Un altro no arriva da Nadia Mazzardis, componente della segreteria del Pd: «Spero che ne parleremo nella riunione di martedì. Abbiamo bisogno di un personaggio bravissimo, ma di 74 anni? Certo che avrebbe consenso, ma candidare Durnwalder significherebbe ammettere il fallimento della politica degli ultimi venti anni. Ed è anche colpa dei “bravissimi”, se manca il ricambio generazionale». Duro anche Roberto Bizzo: «Solo prospettare questo scenario significa ammettere un fallimento. Non ci servono uomini forti. Alle elezioni ci si deve arrivare con una coalizione di centrosinistra e di questo nessuno parla, fatalità... Allora tanto vale consegnare la città al commissario Durnwalder».