PHOTO
BOLZANO. Approvata la legge elettorale, le regole sono chiare. Iniziano le vere trattative nei partiti sulle elezioni politiche. Se il Rosatellum gonfia le vele dell’alleanza Pd-Svp-Patt, in casa dei vincitori annunciati si sono aperte tuttavia un paio di questioni di potenziale grande fastidio, a partire dal «caso» Palermo. Nel centrodestra, accanto a proteste e annunci di ricorsi contro la legge, dominano pronostici pessimisti: 2-3 deputati possibili in tutta la regione (da spartire con M5S) e nessun senatore.
LE REGOLE. La legge elettorale approvata giovedì al Senato prevede per la nostra regione sei collegi uninominali per la Camera (tre in Alto Adige) e 5 deputati eletti con liste proporzionali. Per il Senato restano i 6 senatori (3 in Alto Adige), con la novità del settimo senatore eletto attraverso liste proporzionali, non più con il meccanismo del miglior perdente che in passato aiutava le opposizioni.
L’ALLEANZA SVP E PD. La Svp ha già confermato l’alleanza con il Patt trentino. Scontato, ma non ancora ufficiale, l’accordo con il Pd. Lo schema di gioco prevedeva la candidatura di Gianclaudio Bressa al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, fortemente voluto dalla Svp per compensare l’uscita di Karl Zeller. Alla Camera nel collegio Bolzano-Bassa Atesina il Pd aveva scommesso negli ultimi mesi su Francesco Palermo. Sembrava andata in porto l’opera di convincimento del senatore, che al momento dell’elezione aveva detto «una legislatura e poi basta». Palermo, si diceva negli ambienti Pd, è disponibile a farsi ricandidare. Troppo facile. Le ultime voci dicono che Palermo starebbe pensando di tornare all’università. E la prospettiva di spostarsi dal Senato alla Camera non aiuta. Palermo commenta: «Avevo detto dall’inizio che la mia elezione sarebbe stata una tantum. Cambiare idea per me significherebbe ricandidarmi». Non c’è un no o un sì definitivi, annuncia Palermo: «Devo parlare con Pd e Svp. Finora non si è andati oltre a qualche scambio di impressioni». Senza Palermo, per il Pd, ed eventuali candidati centristi (Civica per Merano, Gennaccaro) si aprirebbe un problema serio di candidatura alla Camera. Potrebbe tornare in pista il nome dell’assessore Christian Tommasini o di Carlo Costa, entrambi poco propensi. A quel punto la Svp potrebbe approfittare della debolezza del Pd per infilare un proprio candidato anche lì. La Stella alpina sceglierà i propri candidati con le primarie. Non sarà facile per la Stella alpina mettere a posto tutte le caselle, tra quote rosa e aspiranti candidati in eccesso. Al momento uno dei nodi è il candidato ladino. Daniel Alfreider potrebbe essere «costretto» a candidarsi alle provinciali. I ladini non hanno preparato la successione dell’assessore Florian Mussner. Come possibili candidati Svp per le politiche i nomi restano Renate Gebhard, Albrecht Plangger, Manfred Schullian, Dieter Steger, Meinhard Durnwalder, Julia Unterberger e Renate König.
IL CENTRODESTRA. Come coordinatrice regionale di Forza Italia Michaela Biancofiore dovrà necessariamente candidarsi (anche) in Trentino Alto Adige. La deputata si appella al Capo dello Stato per fermare la legge: «Mi auguro che il presidente Mattarella rimandi alle Camere il Rosatellum per modificare le norme che regalano seggi alla Svp». Il clima nel centrodestra è pessimo. Improbabile che spunti una alleanza larga, con candidati nei collegi Bolzano-Bassa Atesina di Camera e Senato che possano minacciare i nomi di Svp e Pd. Drastico Christian Bianchi: «Con una legge che rafforza Svp e Pd l’unica chance per noi era una alleanza più larga possibile. Ma si è messa di mezzo Biancofiore. Da una gestione territoriale siamo passati alle segreterie di partito». Tra i possibili candidati con chance di elezione, il leghista Maurizio Fugatti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LE REGOLE. La legge elettorale approvata giovedì al Senato prevede per la nostra regione sei collegi uninominali per la Camera (tre in Alto Adige) e 5 deputati eletti con liste proporzionali. Per il Senato restano i 6 senatori (3 in Alto Adige), con la novità del settimo senatore eletto attraverso liste proporzionali, non più con il meccanismo del miglior perdente che in passato aiutava le opposizioni.
L’ALLEANZA SVP E PD. La Svp ha già confermato l’alleanza con il Patt trentino. Scontato, ma non ancora ufficiale, l’accordo con il Pd. Lo schema di gioco prevedeva la candidatura di Gianclaudio Bressa al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, fortemente voluto dalla Svp per compensare l’uscita di Karl Zeller. Alla Camera nel collegio Bolzano-Bassa Atesina il Pd aveva scommesso negli ultimi mesi su Francesco Palermo. Sembrava andata in porto l’opera di convincimento del senatore, che al momento dell’elezione aveva detto «una legislatura e poi basta». Palermo, si diceva negli ambienti Pd, è disponibile a farsi ricandidare. Troppo facile. Le ultime voci dicono che Palermo starebbe pensando di tornare all’università. E la prospettiva di spostarsi dal Senato alla Camera non aiuta. Palermo commenta: «Avevo detto dall’inizio che la mia elezione sarebbe stata una tantum. Cambiare idea per me significherebbe ricandidarmi». Non c’è un no o un sì definitivi, annuncia Palermo: «Devo parlare con Pd e Svp. Finora non si è andati oltre a qualche scambio di impressioni». Senza Palermo, per il Pd, ed eventuali candidati centristi (Civica per Merano, Gennaccaro) si aprirebbe un problema serio di candidatura alla Camera. Potrebbe tornare in pista il nome dell’assessore Christian Tommasini o di Carlo Costa, entrambi poco propensi. A quel punto la Svp potrebbe approfittare della debolezza del Pd per infilare un proprio candidato anche lì. La Stella alpina sceglierà i propri candidati con le primarie. Non sarà facile per la Stella alpina mettere a posto tutte le caselle, tra quote rosa e aspiranti candidati in eccesso. Al momento uno dei nodi è il candidato ladino. Daniel Alfreider potrebbe essere «costretto» a candidarsi alle provinciali. I ladini non hanno preparato la successione dell’assessore Florian Mussner. Come possibili candidati Svp per le politiche i nomi restano Renate Gebhard, Albrecht Plangger, Manfred Schullian, Dieter Steger, Meinhard Durnwalder, Julia Unterberger e Renate König.
IL CENTRODESTRA. Come coordinatrice regionale di Forza Italia Michaela Biancofiore dovrà necessariamente candidarsi (anche) in Trentino Alto Adige. La deputata si appella al Capo dello Stato per fermare la legge: «Mi auguro che il presidente Mattarella rimandi alle Camere il Rosatellum per modificare le norme che regalano seggi alla Svp». Il clima nel centrodestra è pessimo. Improbabile che spunti una alleanza larga, con candidati nei collegi Bolzano-Bassa Atesina di Camera e Senato che possano minacciare i nomi di Svp e Pd. Drastico Christian Bianchi: «Con una legge che rafforza Svp e Pd l’unica chance per noi era una alleanza più larga possibile. Ma si è messa di mezzo Biancofiore. Da una gestione territoriale siamo passati alle segreterie di partito». Tra i possibili candidati con chance di elezione, il leghista Maurizio Fugatti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


