BOLZANO.

È successo di nuovo: dopo la morte della cagnolina Pilù che è stata investita il 2 marzo a Pineta di Laives da un auto pirata, una situazione simile si è ripetuta sabato 29 marzo, in zona industriale a Bolzano. A dare l’allarme sono stati gli stessi padroni del cane, i quali hanno visto investire il proprio animale a pochi passi da loro.

Il cane tenuto al guinzaglio mentre passeggiava sul marciapiede, come riferito da testimoni. «È stato travolto da un auto che sfrecciava a tutta velocità, il guidatore dopo l’impatto ha rallentato per qualche istante per poi riprendere la sua rapida marcia. Nonostante tutto sia successo in pochi istanti, alcuni passanti sono riusciti a trascrivere la targa. Grazie a questo verrà sporta regolare denuncia», spiega Eros Torbol, responsabile della Lav di Bolzano. E aggiunge: «Siamo stati avvisati da Shari Crivellari, una volontaria dell’associazione Sos Ada. Ci ha riferito dell’accaduto. Siamo giunti sul posto a dare aiuto ai padroni del cane. L’animale si trovava in condizioni critiche, la situazione era da brividi e da lacrime agli occhi. È stato straziante sentire i suoi lamenti per il dolore. La famiglia del cucciolo ci ha raccontato di averlo portato d’urgenza in clinica, ma non è stato ricoverato a causa dell’impossibilità dei padroni di pagare la parcella».

A quel punto i volontari si muovono e iniziano a contattare tutti quelli che conoscono sia su Facebook sia telefonicamente. «I nostri volontari Lav - prosegue Torbol -, si sono attivati e hanno parlato con i veterinari, ai quali è stato garantito che le spese sarebbero state pagate dalla stessa Lav e da Sos Ada. Finalmente il povero cucciolo ha potuto avere le cure che dovrebbero essere di diritto, soprattutto dove vi è rischio di morte. Il diritto alla vita deve essere garantito per ogni essere vivente, ma purtroppo non è sempre così. Ci si chiede come si possa non curare un cucciolo di sei mesi in fin di vita, solo perché la famiglia non ha in quel momento i soldi per pagare una parcella. Al cane è stata diagnosticata la frattura del bacino in tre punti. Non solo: ha subito la frattura della zampa e una emorragia interna. Non finisce qui: il cagnolino dovrà essere sottoposto ad un altro intervento costoso. Tutti gli animalisti di Bolzano si stanno già mobilitando per aiutare la famiglia a sostenere le spese dell’intervento e delle cure».

Torbol conclude ricordando che «investire un animale e non soccorrerlo oltre ad essere un gesto di crudeltà e inciviltà è un reato amministrativo, punibile con sanzioni fino a circa 1.500 euro grazie a una legge entrata in vigore un anno fa. L’obbligo introdotto da questa normativa vale anche per chi trova lungo la strada un animale ferito, anche senza essere l’autore dell’incidente».

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