LAIVES. In via Guella a Laives torna la preoccupazione per gli atti criminali di avvelenamento di cani. E' questo in effetti il sospetto di Enzo Nesi, residente lungo la via, dopo la morte di Amos, il suo pastore tedesco di sette anni. «Il sospetto che sia stato avvelenato è fortissimo - dicono Enzo e Carla Nesi - soprattutto dopo che negli anni scorsi abbiamo visto morire con sintomi analoghi altri due cani che avevamo. Anche il nostro amatissimo Amos infatti, senza manifestare alcun sntomo premonitore, nel giro di dodici ore è morto in maniera identica agli altri due».

L'ampio giardino davanti alla casa della famiglia Nesi è sempre stato “territorio” di gioco e di esplorazione per i cani che si sono succeduti in famiglia. Per questo il sospetto è che qualcuno possa avere vigliaccamente gettato all'interno un boccone avvelenato o qulche cosa del genere, che Amos può avere trovato e mangiato senza timore, cosa che - dice Carla Nesi - «non avrebbe fatto se si fosse trovato all'esterno del suo territorio».

E la memoria va a qualche anno fa, quando a Laives si erano verificati diversi casi di avvelenamento di cani, episodi mai chiariti, così come non era stato possibile individuare gli autori di simili gesti.

Tornando all’ultimo episodio, fino al giorno prima il cane stava bene, mangiava e giocava tranquillamente. Nel giro di 12 ore ha inizato a stare male e ad ansimare, continuando a bere abbondantemente perdendo bava dalla bocca. Carla Nesi non sa darsi pace: «Amos era un bel cane, pieno di vita e di voglia di giocare, di amare e ricevere l’amore dei suoi proprietari - dice - e fino a domenica notte era in piena forma. Poi la mattina ci siamo accorti che era debole, non aveva voglia di mangiare, di alzarsi, di giocare. Abbiamo subito chiamato il veterinario ma non c’è stato nulla da fare. La dinamica della morte è stata la stessa di altri nostri due cani che pure negli scorsi anni sono stati avvelenati. Anche Amos infatti ha iniziato a vomitare, con bave dalla bocca, ha scavato diverse e profonde buche nel giardino, cosa che altrimenti non faceva. Era debole e ansimante, faticava a respirare e come gli altri cani che lo avevano preceduto qui da noi, in poche ore ha trovato la morte. Per questo ci è venuto il sospetto che anche lui sia stato avvelenato. Mi chiedo che male possa avere mai fatto? Ha sempre vissuto nel giardino di casa che è recintato senza creare problemi».

E adesso dunque torna il timore che possa ricominciare la triste sequela di avvelenamenti come un tempo. Anche se, stavolta, c’è l’allerta.

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