PHOTO
Bolzano. L’ennesimo rinvenimento di amianto in città, senza che ci si sia premurati di comunicarlo all’intera cittadinanza per rassicurarla. Stiamo parlando del cantiere per la posa delle tubazioni del teleriscaldamento in via Gaismair, a venti metri dall’asilo nido Il Panda e vicino a diverse altre scuole di via Roen. Preoccupati i genitori e anche i residenti del rione. Alperia, ossia il committente, rassicura: la bonifica procederà in piena sicurezza, secondo il progetto approvato dagli enti pubblici preposti. La bonifica sarà economicamente a carico del municipio, dato che il terreno interessato è di proprietà comunale.
Non è certo la prima volta, in città, e non sarà l’ultima. E intendiamoci: a mancare è in primo luogo la sensibilità da parte del legislatore. Ora, viste le stringenti norme in materia, si seguiranno tutti i protocolli e le procedure. Epperò, ancora una volta, non ci si è premurati di rassicurare la cittadinanza. Sarebbe stato sufficiente un comunicato stampa di poche righe: tranquilli, stiamo lavorando per voi. Invece sono stati i passanti a notare il nastro giallonero - con la scritta: attenzione pericolo amianto - tutto attorno al cantiere stradale fra via Roen e viale Druso. E il bolzanino medio non è un tecnico, non conosce in dettaglio, se vede un cartello di pericolo come minimo si preoccupa; qualcuno si agita, entra in panico. Perché la storia dell’amianto in edilizia, in particolare in Italia, è nota: mesotelioma pleurico e via ammalandosi. La via è stata chiusa al transito in entrata da viale Druso. Ed è comparso un cartello: attenzione, sono in corso lavori di bonifica da amianto. Con la specifica, chiarissima: è assolutamente vietato l’accesso alle persone non autorizzate. Sacconi bianchi a terra con maniglioni azzurri, operai bardati con tuta bianca, maschere per il filtraggio dell’aria, compressore per spruzzare il terreno movimentato tramite liquidi inertizzanti. Lì accanto, a un metro di distanza, si passa a piedi. Mamme con bimbi. C’è chi si ferma a guardare e cerca di capire, chi si copre naso e bocca con la mascherina anti Covid.
La preoccupazione di tanti ha fatto sì che si sia tentato di scovare delucidazioni: municipale, assessorato all’ambiente, lavori pubblici, ditta che esegue i lavori. Alla fine, a chiarire come stiano le cose è Günther Andergassen, amministratore delegato di Alperia Ecoplus. «È successo ciò che accade ogni tanto, come un paio di anni fa in via Resia. Si trova del materiale, non si riesce a capire cosa sia, così si fanno analisi strumentali e si reagisce di conseguenza». In questo caso, «è stato rinvenuto dell’amianto». Come prevede la normativa, «è stato elaborato un progetto di bonifica. Ci vuole tempo, perché deve essere approvato da Comune e Provincia. Ottenuti tutti i permessi necessari abbiamo avviato i lavori, effettuati dalla ditta specializzata Rem-Tec, altamente qualificata. Nel frattempo l’area è stata recintata, gli operai lavorano con tutti i presidi previsti per legge». Ma chi pagherà? «La normativa prevede che sia il proprietario del terreno, in questo caso il Comune. Ma non si tratta di cifre molto elevate». Intanto, l’ampliamento della rete di teleriscaldamento va avanti. «Siamo messi bene, riceviamo feedback positivi dalla gente, che capisce: i cantieri ora portano qualche disagio in città, ma poi l’infrastruttura verrà sfruttata da tanti. L’interesse ad allacciarsi sta crescendo». E l’ingegner Luca Musner (Erdbau) aggiunge: «Il nostro personale, a contatto tutto il giorno col materiale, indossa la bardatura, ma per le persone che camminano accanto al cantiere, all’aria aperta, non c’è nessun pericolo. Abbiamo parlato con gli amministratori dei condomini vicini, affisso avvisi, teniamo alla massima trasparenza».
Non è certo la prima volta, in città, e non sarà l’ultima. E intendiamoci: a mancare è in primo luogo la sensibilità da parte del legislatore. Ora, viste le stringenti norme in materia, si seguiranno tutti i protocolli e le procedure. Epperò, ancora una volta, non ci si è premurati di rassicurare la cittadinanza. Sarebbe stato sufficiente un comunicato stampa di poche righe: tranquilli, stiamo lavorando per voi. Invece sono stati i passanti a notare il nastro giallonero - con la scritta: attenzione pericolo amianto - tutto attorno al cantiere stradale fra via Roen e viale Druso. E il bolzanino medio non è un tecnico, non conosce in dettaglio, se vede un cartello di pericolo come minimo si preoccupa; qualcuno si agita, entra in panico. Perché la storia dell’amianto in edilizia, in particolare in Italia, è nota: mesotelioma pleurico e via ammalandosi. La via è stata chiusa al transito in entrata da viale Druso. Ed è comparso un cartello: attenzione, sono in corso lavori di bonifica da amianto. Con la specifica, chiarissima: è assolutamente vietato l’accesso alle persone non autorizzate. Sacconi bianchi a terra con maniglioni azzurri, operai bardati con tuta bianca, maschere per il filtraggio dell’aria, compressore per spruzzare il terreno movimentato tramite liquidi inertizzanti. Lì accanto, a un metro di distanza, si passa a piedi. Mamme con bimbi. C’è chi si ferma a guardare e cerca di capire, chi si copre naso e bocca con la mascherina anti Covid.
La preoccupazione di tanti ha fatto sì che si sia tentato di scovare delucidazioni: municipale, assessorato all’ambiente, lavori pubblici, ditta che esegue i lavori. Alla fine, a chiarire come stiano le cose è Günther Andergassen, amministratore delegato di Alperia Ecoplus. «È successo ciò che accade ogni tanto, come un paio di anni fa in via Resia. Si trova del materiale, non si riesce a capire cosa sia, così si fanno analisi strumentali e si reagisce di conseguenza». In questo caso, «è stato rinvenuto dell’amianto». Come prevede la normativa, «è stato elaborato un progetto di bonifica. Ci vuole tempo, perché deve essere approvato da Comune e Provincia. Ottenuti tutti i permessi necessari abbiamo avviato i lavori, effettuati dalla ditta specializzata Rem-Tec, altamente qualificata. Nel frattempo l’area è stata recintata, gli operai lavorano con tutti i presidi previsti per legge». Ma chi pagherà? «La normativa prevede che sia il proprietario del terreno, in questo caso il Comune. Ma non si tratta di cifre molto elevate». Intanto, l’ampliamento della rete di teleriscaldamento va avanti. «Siamo messi bene, riceviamo feedback positivi dalla gente, che capisce: i cantieri ora portano qualche disagio in città, ma poi l’infrastruttura verrà sfruttata da tanti. L’interesse ad allacciarsi sta crescendo». E l’ingegner Luca Musner (Erdbau) aggiunge: «Il nostro personale, a contatto tutto il giorno col materiale, indossa la bardatura, ma per le persone che camminano accanto al cantiere, all’aria aperta, non c’è nessun pericolo. Abbiamo parlato con gli amministratori dei condomini vicini, affisso avvisi, teniamo alla massima trasparenza».


