BOLZANO. "Oramai, ogni sera è una battaglia...". Lei, finito il lavoro inizia la ricerca. Prima verso via Cadorna, poi più su. Qualche volta tenta in via Fago o in via Montello. Un posto per la macchina sulla strada è la ricerca dell'arca perduta: ma senza Indiana Jones, serve solo fortuna. «Appena vedo che si accendono i fari bianchi di retromarcia di qualche auto, mi butto come un sol uomo e presidio», confessa un abitante di via Diaz. Il quale già aveva avuto il suo bel daffare con le polveri sollevate dall'abbattimento delle scuole. Insomma, intorno al Polo bibliotecario che verrà i fronti che si chiudono, poi si riaprono. In questo caso, viste le decine e decine di parcheggi tolti "ab initio" dal cantiere intorno alle vecchie Pascoli Longon, è quello dei parcheggi.

«Ce li avevano promessi - spiega una insegnante che ha casa tra via Diaz e via Longon -, si era parlato di mettere in piedi delle convenzioni con i parcheggi interrati nelle vicinanze, così da non farci spendere troppo. Poi non è successo niente». Un esempio: «C'è il garage in piazza IV Novembre ma neanche pensarci a pagare. Ma un mese - spiega un residente tra il Polo e corso Libertà - costa più di 300 euro per le nostre due utilitarie. Oppure, una la metto lì e con l'altra mi getto alla ricerca. L'altra sera ci ho messo venti minuti buoni».Facendo due calcoli sono molti più del previsto i posti auto scomparsi dall'oggi al domani: si parte da quelli che erano posizionati nella piazzetta tra il Fantasy e la farmacia Ferrari, per guardare ai tanti che se ne stavano lungo via Longon vicino casa dei proprietari, per concludere, ma non troppo, con la cacciata delle auto che trovavano posto in via Diaz davanti alla biblioteca Tessmann.

Ultimamente si sono aggiunti anche quelli scomparsi nello spazio - molto prezioso - davanti al liceo Carducci all'incrocio via Diaz via Manci: sono arrivati infatti gli stalli per le auto elettriche. La questione è che il fronte è pronto ad allargarsi. Tempo poche settimane si aprirà anche il cantiere di piazza Vittoria per avviare i lavori del garage interrato, con la conseguenza dello stop ai parcheggi bianchi e blu davanti alla vecchia Cappelli. «Sarà una delle situazioni di maggior impatto nella storia recente della città», aveva pronosticato non troppo tempo fa lo stesso sindaco. Quasi 300 macchine dovranno sgomberare e cercare riparo altrove. Ciò che si è configurato intorno alle vecchie Pascoli è, in fondo, solo una anticipazione di quanto accadrà presto, con lo sgombero anche della piazza.

L'inciampo, dentro il dramma del crollo del Tribunale, è stato lo stop inevitabile alla convenzione ormai in corso da mesi tra l'istituzione e il Comune, che aveva avviato una trattativa per far ridiventare il grande slargo davanti alla scalinata razionalista, di nuovo uno spazio aperto alle auto. «Almeno lì qualcosa saltava fuori anche se non è affatto vicino», commenta un abitante. «E le convenzioni con gli altri parcheggi, ad esempio quelli di via Duca d'Aosta?» insiste.L'idea alternativa per dare una risposta parziale sembra ora quella di aprire i cortili di alcune scuole. Ma non dall'oggi al domani e solamente di sabato. «Certo, la situazione di piazza del Tribunale ha compromesso ancor più la precarietà dei posti auto in zona - ammette il sindaco - visto che questa col tribunale sarebbe stata la risposta più importante».

E le convenzioni coi garage privati? «Non possiamo pensare di risolvere tutto con accordi tra noi e i privati proprietari, spendendo soldi pubblici per offrire parcheggi. Questo - argomenta Claudio Corrarati - determinerebbe che ogni parte della città che ha un cantiere vedrebbe cittadini chiedere al Comune posti auto alternativi a spese della collettività».Insomma, la coperta è stretta. Anche se la ricerca di soluzioni stabili continua, pur svolgendosi in un quadrante urbano tra i più fitti, e si dibatte tra la possibile riconversione di spazi non utilizzati all'aumento delle strisce bianche fin dove è possibile. Certo, i dintorni già soffocano: basta osservare la compressione lungo via San Quirino, dove non parcheggerebbe ormai neanche una bicicletta, o i divieti e la disciplina di traffico dopo ponte Talvera. In conclusione: saranno sere complicate per centinaia di bolzanini queste che li attendono. E non per un inverno, almeno per tre. P.CA.