MERANO. In attesa che il masterplan 2030 venga approvato dalla commissione provinciale e approdi in consiglio comunale, ma soprattutto in attesa del nuovo piano urbanistico (l'attuale risale all'anno 2000), le imprese di costruzioni e gli immobiliaristi in città fanno di necessità, virtù.

In sostanza, mettono le mani su vecchi edifici esistenti, e i più appetibili sono le villette a 2 o 3 piani realizzate negli anni Cinquanta con grande giardino intorno, presentano in Comune un progetto di demo-ricostruzione e mettono a frutto tutta la cubatura disponibile, sfruttando anche quanto più possibile il giardino.

Stessa strategia per i piccoli alberghi con proprietari che non hanno eredi interessati a proseguire l'attività ricettiva. La regola è passare da villette da 2 o al massimo 4 alloggi in condomini da minimo una decina di appartamenti, se non addirittura a scenari più grandi.

E così i cantieri in città, soprattutto quelli più piccoli, sbucano a vista d'occhio, segno questo anche che i soldi degli investitori o di quelle famiglie che sono alla ricerca della prima casa di proprietà ci sono. Una fortuna per il settore dell'edilizia privata, che in questi ultimi dieci anni ha sofferto parecchio, basti pensare al numero delle imprese che sono fallite o che hanno semplicemente chiuso.

L'ultimo esempio di cantiere aperto riguarda una villetta in via Andreas Hofer, tra ospedale e stazione ferroviaria. A metterci mano è l'immobiliare Rohrer. I tre alloggi esistenti, con grande giardino intorno, lasceranno il posto a un condominio da 13 appartamenti ripartiti su quattro piani più terra con garage interrati e cantine.

Che in tempi di crisi e di difficoltà delle banche a livello nazionale si torni a puntare sul mattone, lo dicono i dati: dei 13 appartamenti ancora sulla carta nove sono stati venduti. E non soltanto mono o bilocali. Il nuovo condominio, denominato Residence Andrea, sarà pronto per dicembre del prossimo anno. Ma esempi simili sono visibili in via Petrarca, in via Montani, in via Adige, in via Palade, in via Alfieri ma anche in via Laurin e in via San Marco. Per non parlare più in grande dei 65 alloggi che verranno realizzati tra via Petrarca e via Manzoni.

In via Laurin, intanto, cresce l’attesa dei residenti per il futuro che attende l'ex hotel a tre stelle Steiner, chiuso alla fine dello scorso mese di novembre come il bar che si trovava al piano terra. L'albergo, aperto nel 1965, fino allo scorso anno poteva ospitare fino a 60 clienti nelle 35 stanze presenti al primo e secondo piano.

L'edificio, all'esterno del quale tutt'oggi si trovano semplicemente dei cartelli bianchi con scritto “chiuso”, lascerà il posto quasi sicuramente a un condominio.

Pare che sia stata l'impresa di costruzioni Oberhofer & Kuenz ad aver acquistato l'ormai ex albergo. Superate tutte le difficoltà collegate al passaggio di proprietà, i nuovi proprietari dovranno chiedere in Comune un cambio di destinazione d'uso del terreno, che ancora oggi è inserito nel piano urbanistico come verde agricolo. Con la trasformazione, è inevitabile l'ottenimento di un aumento di cubatura sfruttabile, necessaria per costruire un condominio da almeno una trentina di appartamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA