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BOLZANO. Ognuno ha messo sul tavolo il proprio lavoro e le proprie ragioni. Possono esserci distanze, sensibilità diverse, ma la crisi dell’Autobrennero (paralizzata nello corso fine settimana) è stata talmente eclatante, che da Palazzo Widmann non può che uscire la promessa di un piano sensato. «Certe misure potranno non fare piacere ma è una questione di sicurezza, non è solo un tema ambientale», scandisce il presidente Arno Kompatscher uscendo dal vertice di due ore e mezza che si è tenuto ieri con tutti i protagonisti, Tirolo, Trento, A22, Asfinag, prefettura e polizia stradale. Serviva un annuncio e arriva: verrà studiato un piano per dosare gli ingressi alla A22, sia da nord che da sud, prima che i flussi di traffico scaturiscano nell’emergenza. Dosare, spiegano, non significa bloccare l’Autostrada, ma regolare gli accessi in base alle esigenze. Significa che la sbarra al casello potrà restare chiusa per qualche secondo o minuto in base alle esigenze. Quando? Al massimo entro il prossimo inverno.
IL TAVOLO. La A22 bloccata, con automobilisti e camionisti al freddo per molte ore, ha portato ieri a Palazzo Widmann il presidente trentino Maurizio Fugatti, i vice presidenti del Tirolo Ingrid Felipe e Josef Geisler, il prefetto Vito Cusumano, i rappresentanti della polizia stradale, delle società Asfinag e A22 (tra questi, l’amministratore delegato Walter Pardatscher e il direttore tecnico Carlo Costa). Kompatscher aveva al proprio fianco gli assessori Daniel Alfreider (mobilità) e Arnold Schuler (protezione civile) con i dirigenti.
LA CRISI. I tecnici dell’autostrada hanno ripercorso le tappe della follia sull’Autobrennero da venerdì sera a domenica mattina, quando 80 centimetri di neve hanno mandato in tilt il tratto da Chiusa al Brennero, con decine di Tir bloccati, che hanno paralizzato la circolazione. E nonostante questo, l’autostrada non è stata chiusa, i mezzi hanno continuato a entrare, allungando la coda. «Da giovedì ci sono stati gli avvisi, per cercare di convincere le persone a rinviare la partenza. Poi da venerdì i tabelloni riportavano le informazioni, abbiamo ripercorso tutto», spiega Kompatscher, ma non è tempo per scaricare su altri le responsabilità. «La comunicazione c’è stata, ma non ha prodotto i frutti sperati e allora dobbiamo ragionare anche su questo», ancora Kompatscher.
IL PIANO. La A22, costruita negli anni Sessanta, con traffico raddoppiato rispetto agli anni Novanta, è vicina al collasso. Questo è il punto di partenza. Le soluzioni di medio-lungo periodo sono il passaggio del traffico da gomma a rotaia grazie alla realizzazione del tunnel di base del Brennero, delle tratte d'accesso e delle strutture intermodali, gli interventi in materia di politica tariffaria.
E intanto? Indispensabile una migliore collaborazione tra i territori interessati, a partire dal Tirolo, che adotta una politica rigorosa di blocco della circolazione dei Tir nei fine settimana. «È evidente che ciò comporta un aumento del traffico di mezzi prima del fine settimana, che aggrava numeri già alti», è la sintesi di Kompatscher.
IL «DOSAGGIO». Ai tecnici è stato chiesto di studiare il numero di mezzi che fa scattare il collasso.
«Saranno proiezioni diverse, in base alle situazioni, le stagioni, la presenza di blocco dei tir o meno», riassume Kompatscher. Raggiunta la soglia, scatterà il «dosaggio», ovvero il rallentamento degli ingressi già in pianura padana, «per ottenere una fluidificazione del traffico». In Tirolo, riferisce Ingrid Felipe,«lavoriamo già così su alcune strade. Saremo felici di mettere a disposizione la nostra esperienza. Servirà il dosaggio sia da nord verso sud che da sud verso nord». Fugatti cita la politica tirolese dei blocchi : «Sì, ci sono sensibilità diverse». È certamente necessario lo spostamento delle merci su rotaia, così ancora Fugatti, «ma intanto l’A22 ha bisogno di migliorie». Kompatscher cita i progetti di terza corsia dinamica a sud di Bolzano e la terza corsia vera e propria ancora più a sud, «ma a nord di Bolzano certo non ci starà una terza corsia». Per peggiorare la situazione venerdì si sono aggiunti i motociclisti che avevano imboccato l’A22 per raggiungere un motoraduno in Baviera. «Le moto non hanno le gomme da neve, ma non è possibile impedire loro l’accesso in determinate circostanze. Chiederemo al ministero di modificare le norme», informa Kompatscher.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
IL TAVOLO. La A22 bloccata, con automobilisti e camionisti al freddo per molte ore, ha portato ieri a Palazzo Widmann il presidente trentino Maurizio Fugatti, i vice presidenti del Tirolo Ingrid Felipe e Josef Geisler, il prefetto Vito Cusumano, i rappresentanti della polizia stradale, delle società Asfinag e A22 (tra questi, l’amministratore delegato Walter Pardatscher e il direttore tecnico Carlo Costa). Kompatscher aveva al proprio fianco gli assessori Daniel Alfreider (mobilità) e Arnold Schuler (protezione civile) con i dirigenti.
LA CRISI. I tecnici dell’autostrada hanno ripercorso le tappe della follia sull’Autobrennero da venerdì sera a domenica mattina, quando 80 centimetri di neve hanno mandato in tilt il tratto da Chiusa al Brennero, con decine di Tir bloccati, che hanno paralizzato la circolazione. E nonostante questo, l’autostrada non è stata chiusa, i mezzi hanno continuato a entrare, allungando la coda. «Da giovedì ci sono stati gli avvisi, per cercare di convincere le persone a rinviare la partenza. Poi da venerdì i tabelloni riportavano le informazioni, abbiamo ripercorso tutto», spiega Kompatscher, ma non è tempo per scaricare su altri le responsabilità. «La comunicazione c’è stata, ma non ha prodotto i frutti sperati e allora dobbiamo ragionare anche su questo», ancora Kompatscher.
IL PIANO. La A22, costruita negli anni Sessanta, con traffico raddoppiato rispetto agli anni Novanta, è vicina al collasso. Questo è il punto di partenza. Le soluzioni di medio-lungo periodo sono il passaggio del traffico da gomma a rotaia grazie alla realizzazione del tunnel di base del Brennero, delle tratte d'accesso e delle strutture intermodali, gli interventi in materia di politica tariffaria.
E intanto? Indispensabile una migliore collaborazione tra i territori interessati, a partire dal Tirolo, che adotta una politica rigorosa di blocco della circolazione dei Tir nei fine settimana. «È evidente che ciò comporta un aumento del traffico di mezzi prima del fine settimana, che aggrava numeri già alti», è la sintesi di Kompatscher.
IL «DOSAGGIO». Ai tecnici è stato chiesto di studiare il numero di mezzi che fa scattare il collasso.
«Saranno proiezioni diverse, in base alle situazioni, le stagioni, la presenza di blocco dei tir o meno», riassume Kompatscher. Raggiunta la soglia, scatterà il «dosaggio», ovvero il rallentamento degli ingressi già in pianura padana, «per ottenere una fluidificazione del traffico». In Tirolo, riferisce Ingrid Felipe,«lavoriamo già così su alcune strade. Saremo felici di mettere a disposizione la nostra esperienza. Servirà il dosaggio sia da nord verso sud che da sud verso nord». Fugatti cita la politica tirolese dei blocchi : «Sì, ci sono sensibilità diverse». È certamente necessario lo spostamento delle merci su rotaia, così ancora Fugatti, «ma intanto l’A22 ha bisogno di migliorie». Kompatscher cita i progetti di terza corsia dinamica a sud di Bolzano e la terza corsia vera e propria ancora più a sud, «ma a nord di Bolzano certo non ci starà una terza corsia». Per peggiorare la situazione venerdì si sono aggiunti i motociclisti che avevano imboccato l’A22 per raggiungere un motoraduno in Baviera. «Le moto non hanno le gomme da neve, ma non è possibile impedire loro l’accesso in determinate circostanze. Chiederemo al ministero di modificare le norme», informa Kompatscher.
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