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di Severino Perelda
BOLZANO
A Palazzo Mercantile è stata inaugurata la mostra “Capolavori di Guercino”, prima tappa di un tour espositivo che proseguirà per Varsavia e San Pietroburgo. Salone barocco, musica barocca, capolavori barocchi: ovviamente quelli di Giovanni Francesco Barbiero, detto il Guercino, uno dei più rinomati Maestri, insieme ai nipoti Benedetto e Cesare Gennari che proseguirono la sua opera dopo la morte, i quali dal Rinascimento traghettarono la pittura verso il Barocco, al pari di Caravaggio.
Dieci le pale esposte, di cui 9 provenienti dalla Pinacoteca di Cento, gravemente danneggiata dal terremoto del maggio scorso (il ricavato della mostra sarà in parte devoluto alla ricostruzione), e una tutta altoatesina. Si tratta de “La visione di Soriano”, grande dipinto custodito presso la chiesa dei Domenicani.
Un capolavoro che a Bolzano non tutti conoscono, commissionato dal Magistero Mercantile di Bolzano nel 1654 e che, in quest' occasione, viene valorizzato con un' ottima illuminazione. La storia riporta interessanti cronache del tempo e documentazioni sulla lunghezza delle trattative tra il Guercino e il Magistrato, rivelando aspetti del carattere del pittore.
A Bolzano, in quel tempo, egli veniva considerato come il maggior pittore dell' Italia di allora.Per quanto riguarda le altre tele, si tratta di cinque pale d'altare autografate dal pittore di Cento e quattro dipinti della sua bottega, eseguiti dai suoi nipoti, Benedetto e Cesare Gennari che proseguirono l' opera dopo la morte del Maestro, avvenuta nel 1666.
La mostra è organizzata dalla Cooperativa culturale Talia in collaborazione con la Sovrintendenza ai beni culturali di Bolzano, il Comune di Cento, la Provincia di Ferrara, l'Azienda di Soggiorno e Turismo e la Camera di Commercio di Bolzano. Partecipano all’iniziativa anche l’Assessorato provinciale alla cultura di lingua italiana e il comune di Bolzano. La mostra durerà fino al 27 gennaio 2013.
Il Guercino nacque nel 1591. Nato povero, ma ricco di talento artistico, venne dapprima notato da Ludovico Carracci, che lo fece presentare a Papa Gregorio XV il quale lo accolse a Roma, avviandolo ad una grande carriera che lo fece diventare un simbolo del Rinascimento.
Il soprannome Guercino, riferito ad un difetto fisico, di fatto non sminuì, anzi accrebbe la fama del Maestro, facendo entrare questo nome nella storia dell' arte. Il suo strabismo fu probabilmente congenito, ma la tradizione vuole fosse dovuto ad un forte spavento quand' era in fasce. Le opere in mostra a Bolzano hanno tutte come soggetto temi sacri.


