LANA. Un giovane esemplare di capriolo, rimasto ferito probabilmente a seguito dell'impatto con un automezzo in transito, è stato abbattuto perché non è stata trovata una soluzione per salvargli la vita. A nulla sono serviti gli appelli fatti sia alla Sill di Bolzano che alla Forestale della Provincia; la stessa Lav, informata subito, non ha potuto evitare la triste fine del capriolo che aveva riportato una grave lesione alla zampa posteriore.

In Alto Adige, purtroppo, non esiste una clinica specializzata per il recupero degli animali selvatici. La triste storia è accaduta ieri mattina a Lana, in via Villa, poco distante dalla stazione a valle della funivia che sale a Monte San Vigilio. Un giovane esemplare di capriolo si è rifugiato all’interno del centro Equspera dove si pratica l'ippoterapia. L'animale ha cercato riparo dopo essere stato investito, probabilmente da un'autovettura, lungo la provinciale che sale in val d'Ultimo.

Ilenia Nero, la responsabile di Equspera, s'è presa cura del capriolo ed ha subito chiamato il veterinario facendogli presente la situazione e chiedendo cosa avrebbe dovuto fare. Il veterinario le ha consigliato di rivolgersi alla Sill di Bolzano. «Ho parlato con il responsabile - spiega Ilenia Nero - chiedendo aiuto concreto. La sua risposta è stata categorica: un posto alla Sill non era disponibile. Il capriolo avrebbe rischiato troppo per la presenza nella nostra struttura di troppi cani».

La responsabile del centro Equspera ha evidenziato la necessità di un ricovero in una clinica specializzata per il recupero degli animali selvatici. «Ma la risposta che ho avuto - continua - è stata, almeno per me, sorprendente: in provincia di Bolzano non esiste una struttura del genere. Ho chiamato poi la Forestale. Gli addetti sono arrivati a Lana, hanno caricato il capriolo su un'autovettura e lo hanno portato via per abbatterlo. Purtroppo non c'è stato nulla da fare. Ho contattato anche i responsabili della Lav, la Lega antivivisezione, ma tutto è stato inutile anche se mi hanno promesso che diffonderanno una nota ufficiale per criticare la decisione di abbattare il capriolo e per sostenere la necessità che anche in provincia di Bolzano possa essere aperta e disponibile una struttura per il recupero degli animali selvatici. Come si può non averla - conclude Ilenia Nero - in un territorio caratterizzato dalla presenza di tanti boschi che sono l'habitat preferito dai caprioli?»

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