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Bolzano. Rotto il ghiaccio. Renzo Caramaschi ha con sé la coalizione che immaginava prima della pandemia. Buona la prima riunione, ieri sera. E domenica è prevista una clausura, idea lanciata dal segretario del Pd Alessandro Huber. Il sindaco è arrivato con una bozza di dieci pagine di programma. È il frutto del lavoro che risale all’inverno-primavera, con le sue idee e le osservazioni raccolte da parte dei partiti.
Ci ha lavorato anche nelle ultime ore, ad esempio sul sociale, con suggerimenti arrivati dalla Sinistra unita. Pure accolti. Una apertura che Luca Di Biasio e Gianfranco Maffei raccolgono subito e traducono: «Noi ci siamo. Facciamo parte della coalizione. Su temi a noi cari di sociale, donne e partecipazione il sindaco ha dimostrato una bella attenzione. Su altro, come la sicurezza, bisognerà smussare...».
Il Pd farà tutti i passaggi interni, ma Huber anticipa «le idee ci sono ed è un bene che il sindaco abbia dimostrato attenzione verso le proposte che gli sono arrivate. Soprattutto con lui c’è un vantaggio: non promette la luna e sa esattamente dove trovare le risorse per ogni proposta che elenca». Con i Verdi non poteva andare così agevolmente. I Verdi di Bolzano escono dal lockdown con i medesimi dubbi dei mesi scorsi. Nella delegazione debutta Mauro Randi, che si candiderà come indipendente, accanto a Maria Laura Lorenzini, Chiara Rabini e Rosina Ruatti. Difficile che si stacchino dalla alleanza, ma ne parleranno ancora al loro interno. «Per vincere bisogna essere coraggiosi e avere un programma condiviso. Non è una parola vuota, condividere», riferisce Maria Laura Lorenzini, «Nella bozza del sindaco alcune idee ci sono, ma vanno sviluppate. Ci deve essere un sociale forte, la solidarietà e l’ambiente». Caramaschi pragmaticamente immagina il programma come un tutto da cui «ognuno trarrà le parti che sente più vicine per avere una campagna elettorale efficace». Il sindaco era accompagnato dal futuro capolista della Lista civica per Caramaschi, l’ingegner Pietro Borgo. Italia viva lo appoggerà, ha ribadito Stefania Gander, «con Matteo Bonvicini non abbiamo ancora deciso se avremo una nostra lista». Persa in partenza la Svp al primo turno, qualcuno ha provato a rilanciare, senza successo, un contatto con il Team K. Almeno fare un tentativo con radicali, Projekt Bozen e socialisti, dicono allora i Verdi. Le macerie lasciate dal Covid-19 non verranno ignorate, assicurano. Nella bozza si ragiona sulle nuove povertà e sul sostegno all’economia, dai buoni spesa al taglio della Cosap. E poi avanti con i progetti di Areale e Polo bibliotecario, la cultura, le opere viarie, ciclabili e percorsi pedonali, bus ecologici, il ruolo della Assb, investire ancora sulla raccolta differenziata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ci ha lavorato anche nelle ultime ore, ad esempio sul sociale, con suggerimenti arrivati dalla Sinistra unita. Pure accolti. Una apertura che Luca Di Biasio e Gianfranco Maffei raccolgono subito e traducono: «Noi ci siamo. Facciamo parte della coalizione. Su temi a noi cari di sociale, donne e partecipazione il sindaco ha dimostrato una bella attenzione. Su altro, come la sicurezza, bisognerà smussare...».
Il Pd farà tutti i passaggi interni, ma Huber anticipa «le idee ci sono ed è un bene che il sindaco abbia dimostrato attenzione verso le proposte che gli sono arrivate. Soprattutto con lui c’è un vantaggio: non promette la luna e sa esattamente dove trovare le risorse per ogni proposta che elenca». Con i Verdi non poteva andare così agevolmente. I Verdi di Bolzano escono dal lockdown con i medesimi dubbi dei mesi scorsi. Nella delegazione debutta Mauro Randi, che si candiderà come indipendente, accanto a Maria Laura Lorenzini, Chiara Rabini e Rosina Ruatti. Difficile che si stacchino dalla alleanza, ma ne parleranno ancora al loro interno. «Per vincere bisogna essere coraggiosi e avere un programma condiviso. Non è una parola vuota, condividere», riferisce Maria Laura Lorenzini, «Nella bozza del sindaco alcune idee ci sono, ma vanno sviluppate. Ci deve essere un sociale forte, la solidarietà e l’ambiente». Caramaschi pragmaticamente immagina il programma come un tutto da cui «ognuno trarrà le parti che sente più vicine per avere una campagna elettorale efficace». Il sindaco era accompagnato dal futuro capolista della Lista civica per Caramaschi, l’ingegner Pietro Borgo. Italia viva lo appoggerà, ha ribadito Stefania Gander, «con Matteo Bonvicini non abbiamo ancora deciso se avremo una nostra lista». Persa in partenza la Svp al primo turno, qualcuno ha provato a rilanciare, senza successo, un contatto con il Team K. Almeno fare un tentativo con radicali, Projekt Bozen e socialisti, dicono allora i Verdi. Le macerie lasciate dal Covid-19 non verranno ignorate, assicurano. Nella bozza si ragiona sulle nuove povertà e sul sostegno all’economia, dai buoni spesa al taglio della Cosap. E poi avanti con i progetti di Areale e Polo bibliotecario, la cultura, le opere viarie, ciclabili e percorsi pedonali, bus ecologici, il ruolo della Assb, investire ancora sulla raccolta differenziata.
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